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venerdì 26 aprile 2013

Letta al Quirinale da Napolitano Berlusconi ottimista: "Molto bene"

Il presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta, è arrivato questa mattina al Quirinale per un colloquio con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Questa volta era con auto di servizio e scorta. Ottimista sulla formazione del nuovo esecutivo Silvio Berlusconi, che a Tgcom24 dice: "Atteggiamento molto positivo da parte del premier incaricato. Non vedo veri nodi da sciogliere".
"Da parte del Presidente incaricato c'è un atteggiamento molto positivo. Ho sentito i miei molto confortati'' e ''Brunetta assolutamente convinto del buon esito dell'incontro". Lo ha detto il leader del Pdl, Silvio Berlusconi a TgCom24. ''Nodi da sciogliere? Non mi e' parso che ci fossero problemi veri''. ''Certamente non possiamo pretendere un accordo al 100% però i miei li ho sentiti molto confortati'', ha aggiunto. 
''Basta con il gioco dei veti. Sì ad un progetto condiviso nel bene del Paese''. E' l'appello del deputato del Pdl Gianfranco Rotondi che in un'intervista al Mattino spiega che ''su nomi come quello di Brunetta è davvero assurdo pensare che non vada al governo il capogruppo del secondo partito. Stessa cosa - aggiunge - per Fitto e per la Gelmini. Detto questo però suggerirei a Letta di mettere in campo subito una strategia di ricambio''.
''Come tutti sono a disposizione. Nel caso si arrivi alla formazione del governo sarà Berlusconi e solo lui a proporre a Letta i nostri nomi''. Disponibile a entrare nella squadra di governo è il senatore del Pdl Paolo Romani che in un'intervista a Repubblica sottolinea che il problema principale è ''dare un governo all'Italia''.
''Ognuno di noi deve fare la sua parte, smussare gli angoli e mettere da parte i rancori e i pregiudizi. Dobbiamo voltare pagina e pacificare il Paese. Io faro' la mia parte. Certo, non smusserò mai i miei angoli se devo venire meno alla parola data agli elettori''. Lo dice alla Stampa Daniela Santanché, sottolineando l'importanza che il governo nascente non si faccia ''una grande opportunità".
"Il nostro partito è molto lontano dal prevedere espulsioni o epurazioni. Bersani ha sempre detto no al governissimo e noi abbiamo cercato di attuare quella linea politica. Ma non ci sono state le condizioni per arrivare a quel risultato". Queste le parole di Alessandra Moretti (Pd) a Tgcom24. "Oggi - riprende - Letta sta lavorando per dare un governo al Paese, cercando di dare una risposta agli italiani. Ho sempre sostenuto Bersani. Oggi a letta va dato il massimo sostegnno".

venerdì 8 marzo 2013

NAPOLITANO: "LA CRISI NON ASPETTA, SERVE GOVERNO SUBITO". E IL FT BACCHETTA GRILLO

«Siamo sempre riusciti a superare i più acuti momenti di crisi e rischi di scontro sul piano istituzionale: dobbiamo riuscirci anche questa volta». Lo ha detto il presidente Giorgio Napolitano parlando al Quirinale in occasione della festa della donna. «I problemi urgenti e le questioni di fondo che riguardano l'economia, la società, lo Stato, non possono aspettare, debbono ricevere risposte e dunque richiedono che l'Italia si dia un governo ed esprima uno sforzo serio di coesione», ha detto il presidente Napolitano parlando questa mattina al Quirinale. Anche perchè, ha aggiunto, tutti i problemi acuiti dalla crisi «si ripercuotono nella vita quotidiana della gente, e per le famiglie più disagiate drammaticamente».
Il presidente della Repubblica, dopo aver augurato ai prossimi presidenti delle camere e del futuro governo «di adempiere con passione e serietà al proprio incarico», ha aggiunto: «Sarebbe auspicabile e costituirebbe un segnale positivo per chi guarda all'Italia che le scelte relative, appunto, ai vertici delle istituzioni rappresentative, avvenissero in un clima disteso e collaborativo».
«Questa cerimonia cade in un momento complicato per il nostro sistema democratico e per il nostro Paese», ha sottolineato Napolitano. «Lasciatemi osservare che il mio settennato non è mai stato al riparo da tensioni e da bruschi alti e bassi».

IL FT: GRILLO DIMOSTRI DI POTER GOVERNARE «Se il Movimento 5 Stelle continua» a «escludere l'appoggio a un governo che comprenda anche altri partiti», se continua «a sedersi ai margini, negherà agli elettori la chance di veder applicate molte delle politiche per cui lo hanno votato». Per questo il M5S «dovrebbe dimostrare di non essere solo un partito di protesta senza scopo». È quanto sottolinea oggi un editoriale non firmato del Financial Times, dal titolo «Il rancore di Beppe Grillo».
L'atteggiamento del comico-politico, divenuto «un riluttante uomo chiave dopo le ultime elezioni, potrebbe costargli in termini elettorali. Se l'Italia tornasse al voto, gli elettori potrebbero concludere che la forza politica di Grillo non è seria quando si parla di governare», spiega ancora il Ft. E per il foglio della City, Grillo «deve anche mostrare la sua impronta sui temi economici. Il suo programma include sfarzose promesse, come il 'reddito di cittadinanza' per tutti gli italiani. Ma, al di là di vaghi riferimenti alla necessità di tagliare i costi della politica, il M5S non ha ancora spiegato come finanzierà» il provvedimento.
E Grillo «dovrebbe inoltre chiarire se pensa che secondo lui, sarebbe meglio per l'Italia tornare alla lira», evidenzia infine l'editoriale che conclude così: «Gli elettori italiani attendono delle rispose dal M5S. E la risposta del movimento segnerà la differenza tra un criticismo produttivo e una protesta senza scopo».

D'ALEMA: MAI CHIESTO UN GOVERNISSIMO «Ho spiegato le ragioni per le quali in Italia non è possibile che, neppure in una situazione d'emergenza, le maggiori forze politiche del centrosinistra e del centrodestra formino un governo insieme. È una debolezza del nostro Paese e un problema, ma di questo è responsabile il Pdl, in particolare per il ruolo che ha svolto e continua a svolgere Silvio Berlusconi». Massimo D'Alema, in una lettera all'Unità, smentisce di aver proposto la costituzione di un governissimo, parla di «deformazioni insopportabili» da parte della stampa e compie una «autocritica» per i «dubbi» sulla trasmissione in streaming della direzione del Pd, grazie a cui «molti hanno potuto ascoltare e vedere» il suo intervento.
«Non ho tessuto, nel mio discorso, l'elogio dell'inciucio», scrive D'Alema.«Ho ironizzato con quella che è diventata un'ossessione persino dominante nel dibattito pubblico nel nostro Paese, e cioè che i partiti siano tutti intenti a realizzare accordi inconfessabili tra di loro».
«Non credo che in un Paese democratico si debbano disprezzare i compromessi e ho anche lavorato, alla luce del sole, per cercare di raggiungere un accordo per riformare la Costituzione, perchè era il primo punto del programma dell'Ulivo», prosegue l'esponente del Pd. «Citare Gramsci sulla 'paura dei compromessi' è stato un azzardo in un Paese dove prevale la rapidità delle battute o la volgarità delle invettive e dove il mondo dell'informazione scodinzola dietro a un signore che letteralmente li manda a quel paese. Ma non credo - conclude D'Alema - che sia ancora venuto il momento di arrendersi alla volgarità e all'ignoranza».

giovedì 7 marzo 2013

BERSANI: "LA MIA PROPOSTA È UN DOVERE. GRILLO? NON VOGLIO SEDIE, MA RISPOSTE"

«La nostra proposta non è una pretesa, tantomeno la mia, ma è un dovere. Dobbiamo dire attraverso quale via si possa arrivare alla governabilità e avviare la legislatura. Responsabilità è cambiamento». Così Pier Luigi Bersani presentando la proposta sulla corruzione del pacchetto per un governo di minoranza. Corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, autoriciclaggio, falso in bilancio e scambio elettorale: sono i punti della proposta presentata da Pier Luigi Bersani.
«Sono norme - sostiene Bersani in conferenza stampa insieme a Piero Grasso - che non riguardano solo il grado di civismo, ma l'economia. È il punto più cruciale: un paese che vuole tornare a crescere non può essere al 72/mo posto nella classifica dei paesi più corrotti.Non è vero che con l'onestà non si mangia, con l'onesta si mangia e si beve».
«Grillo non vuole diplomazia nè scambi di sedie, io meno di lui. Bisogna dare risposte serie e non incappucciate davanti al Paese», ha detto Bersani sui ripetuti rifiuti del leader M5S per un'intesa di governo. «Io riconosco - ha spiegato Bersani - il risultato elettorale, cerco di interpretarlo ma loro dicano che cosa vogliono...la situazione sociale è grave, non c'è spazio per scherzare». Quanto ad un futuro governo, se il tentativo del Pd andasse in porto, il segretario sostiene che «il cambiamento dovrà essere confermato anche nella formazione del governo che deve avere novità e competenze perchè la situazione è seria e ci vuole esperienza».
«Non inseguo Grillo in tutto questo che dice la mattina, il pomeriggio e la sera. Non replico agli insulti, ho in testa il mio Paese». «Lui ha scelto la via parlamentare - evidenzia il segretario Pd - poteva incanalare questa protesta per via extraparlamentare. Ora dica come intende prendersi responsabilità davanti al Paese».
Bersani risponde anche a Renzi, che aveva parlato di questa come la legislatura più breve della storia. «Il problema è l'abbrivio, se avviene sono più fiducioso di Renzi sulla durata di questo governo perchè l'esigenza di cambiamento è conclamata».

MONTI E BERSANI: "ORA CRESCITA E OCCUPAZIONE" Mario Monti e Pier Luigi Bersani «hanno esaminato il modo per l'Italia di orientare le politiche dell'Ue in favore di una maggiore attenzione alla crescita, all'occupazione e alla dimensione sociale della crisi, tenendo conto delle specificit… nazionali». Lo scrive palazzo Chigi al termine dell'incontro fra il premier e il leader Pd.

NAPOLITANO: "IO FARO? C'E' LA NEBBIA..." «Io farò quel che debbo fino all'ultimo giorno del mio mandato». Lo ha assicurato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo all'Accademia dei Lincei, in ricordo di Rita Levi Montalcini.
«Alla vigilia della conclusione del mio mandato» voglio «sottolineare come la conclusione corrisponda pienamente alla concezione che i padri costituenti ebbero della figura del presidente della Repubblica». Il presidente Napolitano, oltre a ricordare come i padri costituenti disegnarono il già lungo settennato al Quirinale, ha aggiunto che ciò corrisponde bene anche «alla continuità delle nostre istituzioni ed anche - ha osservato - anche alla legge del succedersi delle generazioni».
Prendendo spunto dalle parole dall'ex presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Conso, che lo aveva definito «faro» per l'Italia in questo momento delicato, il Capo dello Stato ha spiegato: «Non so se faro o luce assolutamente normale e umana, ma a volte si fa fatica a fare luce nella nebbia ed io cerco di fare del mio meglio».

RENZI: CON I MIEI TEMI AVREMMO VINTO Un governo del Presidente? «Sono valutazioni che competono esclusivamente alla sensibilità e alla competenza del Capo dello Stato. Mi limito a dire che questa legislatura ha tutte le caratteristiche per battere tutti i record di durata in negativo». Intervistato dal Messaggero, il sindaco di Firenze Matteo Renzi ribadisce la lealtà al segretario del Pd. «Oggi io e tutti gli altri facciamo la nostra parte perchè vada bene il tentativo» di Bersani di coinvolgere l'M5S, ma «se le cose non andassero in porto - osserva - è chiaro che si aprirebbe uno scenario diverso».
«Oggi sarebbe assurdo prefigurare scenari alternativi quando stiamo ancora lavorando al piano A», afferma Renzi. Ciò premesso, se Napolitano ha messo per iscritto il suo appello ai partiti a non arroccarsi su posizioni predeterminate, «non possiamo prescinderne». L'esclusione di un accordo con Berlusconi «è una posizione su cui oggi è attestato tutto il partito», rileva Renzi. Tuttavia «in un Paese normale, all'indomani di elezioni con questo esito faresti un accordo di grande coalizione, come accadde in Germania, tra centrodestra e centrosinistra. Le anomalie del sistema italiano sono evidenti laddove manca un reciproco riconoscimento tra destra e sinistra».
Parlando della direzione del Pd, «non sono abituato a partecipare alle liturgie del partito. Mi sembrava indelicato non partecipare ma quello che avevo da dire l'ho detto già», dichiara Renzi. «Penso però che la sconfitta ci costringa ad aprire una riflessione sulla forma partito». «Il modello di partito solido, vecchia maniera, è stato profondamente messo in discussione».
Adesso serve un modello diverso, ad esempio quello di «un partito che fa a meno del finanziamento pubblico», dice l'esponente democratico. «Sarebbe tra l'altro un segnale molto importante per dimostrare che ci si avvicina a ciò che ci chiede la gente». «Il risultato elettorale - prosegue Renzi - ha dimostrato che con alcuni dei miei temi, a cominciare dalla volontà di parlare agli elettori delusi del centrodestra, io ho perso le primarie ma forse avremmo vinto le elezioni».
«Grillo ha preso voti da molti elettori delusi di Berlusconi e della Lega. Possiamo riprenderceli solo sfidandolo», sottolinea Renzi, secondo cui «si recupera dicendo quel che vuoi fare tu: lo abolisci o no il finanziamento pubblico? Rinunci a tutte le forme di vitalizio per gli ex parlamentari? Io a Firenze gli open data li ho fatti, le amministrazioni 5 Stelle no. Su questi argomenti è in grado il centrosinistra di portare la sfida a Grillo fino in fondo?».

martedì 5 marzo 2013

NAPOLITANO: "CAMERE IL 15, NIENTE ANTICIPO". RENZI OGGI DA MONTI A PALAZZO CHIGI

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha preso atto che difficoltà di vario ordine non consentono una anticipazione della data di convocazione delle Camere, già fissata per venerdì 15 marzo. Resta dunque ancora un ampio spazio - si legge in una nota del Quirinale - per una proficua fase preparatoria delle consultazioni del Capo dello Stato per la formazione del governo.
Nel ringraziare la magistratura per lo sforzo di celerità compiuto negli adempimenti di sua competenza relativi alla verifica dei risultati elettorali, il Presidente della Repubblica confida che le operazioni relative all'insediamento delle Camere e alla costituzione dei Gruppi parlamentari si svolgano con la massima sollecitudine possibile.
L'impossibilità di anticipare la convocazione delle Camere rispetto alla data prevista del 15 marzo consegna «ancora un ampio spazio per una proficua fase preparatoria delle consultazioni del Capo dello Stato per la formazione del governo», si legge nella nota del Colle.

RENZI INCONTRA MONTI E' in corso a Palazzo Chigi, un incontro tra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e il premier uscente Mario Monti. Renzi aveva annunciato questa mattina su Twitter di essere in viaggio «verso Roma per incontri istituzionali». Il sindaco di Firenze ha confermato anche la sua intervista in programma stasera alla trasmissione Ballarò su Raitre con Giovanni Floris.

GRILLO: NON DAREMO FIDUCIA A NESSUN GOVERNO «Il M5S non darà la fiducia a un governo tecnico, nè lo ha mai detto. Il governo Monti è stato il governo più politico del dopoguerra, nessuno prima aveva mai messo in discussione l'articolo 18 a difesa dei lavoratori». Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog. «Non esistono governi tecnici in natura, ma solo governi politici sostenuti da maggioranze parlamentari», spiega il leader del M5S. «Il presidente del Consiglio tecnico è un'enorme foglia di fico per non fare apparire le vere responsabilità di governo da parte di Pdl e Pdmenoelle», conclude Grillo.

CRIMI: UNICA SOLUZIONE E' GOVERNO M5S «Preciso che non ho mai parlato di appoggio a governo tecnico, l'unica soluzione che proponiamo è un governo del Movimento 5 Stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto. Il nostro programma è chiaro ed è stato annunciato in tutte le piazze e in streaming». Lo scrive Vito Crimi, neoletto capogruppo al Senato del Movimento 5 stelle sulla sua pagina Facebook.
E aggiunge: «In attesa di predisporre uno strumento per comunicare ufficialmente utilizzo questo. Oggi e domani non risponderò a nessun giornalista. Le nostre parole di ieri in conferenza stampa sono state chiare e non lasciano dubbi. Prego tutti di rispettare la mia volontà ed evitate di chiedermi interviste o presenze radiotelevisive. Da ieri ad oggi non è cambiato nulla. Abituatevi anche a chi dice si per dire si, no per dire no, senza interpretazioni. Ci aspettano alcuni giorni di lavoro e preparazione per questo tutti noi parlamentari abbiamo bisogno che ci lasciate lavorare».
«Chiedo a tutti gli attivisti, simpatizzanti ed elettori di avere un attimo di pazienza, state scrivendo ad un ritmo pauroso e non è facile in questo momento rispondere a tutti. Anche a voi chiediamo solo di pazientare, daremo risposta ad ogni domanda -prosegue il post- Vi garantisco la coerenza, terremo la barra dritta: la nostra è una rivoluzione culturale pacifica e democratica e non la fermeremo, il nostro unico senso di responsabilità è verso gli elettori che ci hanno dato mandato di attuare questa rivoluzione culturale che comunque è già in atto malgrado le resistenze di coloro che sono attaccati a poltrone e privilegi».

LOMBARDI: "IO CONDANNO IL FASCISMO" «Rimango allibita dalle strumentalizzazioni in atto su una frase estrapolata da un post sul mio blog. Quella espressa era una analisi esclusivamente storica di questo periodo politico, che naturalmente condanno. In Italia il fascismo così come il comunismo è morto e sepolto da almeno trent'anni». Così la prossima capogruppo Camera del Movimento 5 Stelle, Roberta Lombardi, replica alle accuse per il post del 21 gennaio, sottolineando di aver fatto riferimento al programma Pnf del '19 e invitando a pensare al 2013. «Da quello che conosco di Casapound - scriveva in quel post di gennaio - del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica, razzista e sprangaiola. Che non comprende l'ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello Stato e la tutela della famiglia».
Ora Lombardi spiega: «Mi riferivo, facendo una analisi, al primo programma del 1919, basato su voto alle donne, elezioni e altre riforme sociali che sembravano prettamente socialiste rivoluzionarie e non certamente il preludio di una futura dittatura .Tutte proposte che poi Mussolini smentì già dall'anno seguente, in quello che fu un continuo delirio di contraddizioni. La caratteristica del fascismo fu infatti quella di cambiare sempre le carte in tavola, con l'unica costante che al centro del potere rimanevano sempre Mussolini ed il suo partito unico. Potere che poi divenne dittatura in un crescendo di violenza. Fino ad arrivare al razzismo e la guerra. Questo il mio giudizio storico e politico, negativo su quell'esperienza». «Ora possiamo pensare all'Italia del 2013. Ricordo a tutti - conclude - che il M5S ha nel suo programma l'insegnamento della Costituzione italiana».
Il link citato nel post odierno rimanda a una pagina del Circolo Bertrand Russel di Treviso dove è riportato il testo del cosiddetto programma di San Sepolcro del partito fascista, presentato a Milano il 23 marzo 1919. «Questo programma venne interamente rovesciato da Mussolini prima di arrivare al potere. Può sembrare incredibile - si legge a premessa del documento - ma l'atto costitutivo del fascismo, letto oggi, sembra scritto da un comunista rivoluzionario. Lo potremmo spacciare anche per il programma redatto da Lenin prima della rivoluzione».