venerdì 8 marzo 2013

FORNERO, TERZO DECRETO PER GLI ESODATI. "SALVAGUARDATI ALTRI 10MILA LAVORATORI"

Il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha definito, d'intesa con il Ministro dell'Economia, Vittorio Grilli il terzo decreto in favore dei lavoratori salvaguardati, ai quali verrà applicata la normativa su requisiti e decorrenze precedente la riforma delle pensioni. Il decreto che prevede la salvaguardia di ulteriori 10.130 lavoratori (per altri 120.000 sono operativi altri due decreti) è stato inviato alla Camera e al Senato per l'esame da parte delle competenti commissioni parlamentari.

FIAT SULLE DONNE: "SENSORI DI PARCHEGGIO GRATIS L'8 MARZO". RABBIA SUL WEB

Ironia sul web per la Festa delle Donne, soprattutto dalle varie aziende commerciali.
Prima tra tutte balza agli occhi sul web, con precisione sulla pagina Twitter, l'augurio singolare della Durex alle donne un "mazzo" di dildo accompagnato dalla didascalia: "8 marzo addio mimose...girls just wanna have fun".
Ironia, non certo ben accolta, anche dalla Fiat, che in occasione di questo 8 marzo promuove un'offerta su Facebook tutta in rosa: "Un pensiero per tutte le donne: Fiat offre, solo per oggi, i sensori di parcheggio inclusi nel prezzo su tutta la gamma! Per averli basta cliccare sulla offerta, stampare il coupon e recarsi in concessionaria".
Insomma, un'offerta che tutto fa, tranne che abbattere i luoghi comuni sulle donne che non sanno parcheggiare. E infatti sulla pagina Facebook e sul profilo Twitter di Fiat, prolifera l'ironia (e gli insulti) contro la "brillante" idea dei pubblicitari della casa automobilistica torinese.

STATALI, STRETTA SU TELEFONI E AUTO. TETTO PER I REGALI: "MASSIMO 150 EURO"

Arriva un tetto per i regali ai dipendenti pubblici. Lo prevede il decreto presidenziale approvato oggi dal Consiglio dei ministri e che introduce il Codice di comportamento per i lavoratori della P.a. La soglia fissata è di 150 euro e si precisa che i regali debbono essere occasionali.
GIRO DI VITE SU TELEFONI E AUTO Giro di vite sull'uso dei telefoni e delle auto per i dipendenti della pubblica amministrazione. Lo prevede il decreto presidenziale approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Chi ha a disposizione un mezzo di trasporto potrà utilizzarlo solo per ragioni di servizio e solo a questo titolo potrà «trasportare terzi».
Per quanto riguarda il materiale o le attrezzature di cui si dispone per ragioni d'ufficio e i servizi telematici e telefonici questi vanno usati da parte dei dipendenti pubblici nel «rispetto - si legge nel provvedimento - dei vincoli posti dall'amministrazione».

LICENZIAMENTO PER CHI VÌOLA IL CODICE  I dipendenti che violano il codice di comportamento approvato dal Consiglio dei ministri rischiano sanzioni che arrivano fino al licenziamento. Lo prevede il pacchetto di misure approvato oggi dal Consiglio dei ministri, su proposta dal ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi. «L'illecito disciplinare - si legge nel provvedimento - derivante dalla violazione di un dovere di comportamento previsto dal presente codice va accertato all'esito del procedimento disciplinare regolato dalla normativa vigente» e «il tipo di sanzione disciplinare concretamente applicabile, incluse quelle espulsive, va rinvenuto nei contratti collettivi e nella normativa, anche regolamentare, vigenti in ciascun settore, tenuto conto, anche ai fini dell'entità della sanzione, della gravità del comportamento e dell'ammontare del pregiudizio, anche morale, arrecato al decoro o al prestigio dell'amministrazione». «Sono altres individuati - prevede ancora il pacchetto approvato oggi - gli illeciti disciplinari previsti dal presente codice comportamento che, in relazione alla gravità della violazione o alla recidiva nella commissione degli stessi, possono comportare l'applicazione della sanzione del licenziamento con preavviso».
STRETTA SUI CONFLITTI D'INTERESSI Arrivano le misure per normare il conflitto d'interessi nella pubblica amministrazione. Nel caso in cui si profili il rischio di conflitto di interesse i dipendenti pubblici dovranno «astenersi» da qualsiasi atto del proprio ufficio. Lo prevede il decreto presidenziale approvato oggi dal Consiglio dei ministri e che introduce il Codice di comportamento per i lavoratori della P.a..
L'articolo 6 stabilisce gli obblighi di comunicazione, a carico del pubblico dipendente, relativi a tutti i rapporti di collaborazione e ai conflitti di interesse, diretti e indiretti, che egli, i suoi parenti, gli affini entro il secondo grado, il coniuge o il convivente, abbiano avuto negli ultimi tre anni con soggetti privati. Inoltre, in presenza di un conflitto di interesse, anche potenziale, in cui siano coinvolti interessi personali, il dipendente ha il dovere di astenersi dal compiere qualsiasi atto del proprio ufficio.
L'articolo 7 tratta le altre ipotesi in cui sussiste l'obbligo di astensione del dipendente pubblico. Si tratta dei casi in cui sono coinvolti interessi propri o dei suoi parenti, degli affini entro secondo grado, del coniuge o del convivente, oppure di altre persone con le quali egli abbia rapporti di frequentazioni abituale, nonchè dei casi di grave inimicizia o di rapporti di credito o debito significativi in cui sono coinvolte le medesime persone. Sulla richiesta di astensione presentata dal dipendente decide il responsabile dell'ufficio di appartenenza.
Un pacchetto di norme poi riguarda in particolare i dirigenti che «prima di assumere le funzioni» dovranno comunicare «all'amministrazione la propria situazione patrimoniale, le partecipazioni azionarie e gli interessi finanziari che possono porlo in situazioni di conflitto di interessi» e «se il coniuge o gli stretti congiunti esercitano attività che li pongano in contatti frequenti con l'ufficio che dovrà dirigere».

L'INCESTO IN TV: FRATELLI INNAMORATI NELLA TRASMISSIONE TEDESCA

Choc in Germania dopo che il quotidiano 'Die Bild' ha pubblicato il segreto di Andreas, 43 anni, e Cathleen, 31, una delle tante coppie che ha deciso di partecipare al programma 7 Days Sex su una delle principali rete tedesche, RTL. “Andreas e Cathleen non sono solo innamorati ma anche fratellastri”. Il giornale ha anche accusato la televisione tedesca di aver trasmesso in diretta un incesto.
A svelare tutto è stata un parente con una chiamata a RTL. La coppia ha provato a difendersi: “Non è detto che la nostra conoscenza di lunga data abbia per forza a che fare con un legame di sangue”.
Anke Eickmeyer, portavoce RTL, ha dichiarato a Die Bild: “Hanno fornito poche informazioni personali e non ne eravamo a conoscenza”.

giovedì 7 marzo 2013

BERSANI: "LA MIA PROPOSTA È UN DOVERE. GRILLO? NON VOGLIO SEDIE, MA RISPOSTE"

«La nostra proposta non è una pretesa, tantomeno la mia, ma è un dovere. Dobbiamo dire attraverso quale via si possa arrivare alla governabilità e avviare la legislatura. Responsabilità è cambiamento». Così Pier Luigi Bersani presentando la proposta sulla corruzione del pacchetto per un governo di minoranza. Corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, autoriciclaggio, falso in bilancio e scambio elettorale: sono i punti della proposta presentata da Pier Luigi Bersani.
«Sono norme - sostiene Bersani in conferenza stampa insieme a Piero Grasso - che non riguardano solo il grado di civismo, ma l'economia. È il punto più cruciale: un paese che vuole tornare a crescere non può essere al 72/mo posto nella classifica dei paesi più corrotti.Non è vero che con l'onestà non si mangia, con l'onesta si mangia e si beve».
«Grillo non vuole diplomazia nè scambi di sedie, io meno di lui. Bisogna dare risposte serie e non incappucciate davanti al Paese», ha detto Bersani sui ripetuti rifiuti del leader M5S per un'intesa di governo. «Io riconosco - ha spiegato Bersani - il risultato elettorale, cerco di interpretarlo ma loro dicano che cosa vogliono...la situazione sociale è grave, non c'è spazio per scherzare». Quanto ad un futuro governo, se il tentativo del Pd andasse in porto, il segretario sostiene che «il cambiamento dovrà essere confermato anche nella formazione del governo che deve avere novità e competenze perchè la situazione è seria e ci vuole esperienza».
«Non inseguo Grillo in tutto questo che dice la mattina, il pomeriggio e la sera. Non replico agli insulti, ho in testa il mio Paese». «Lui ha scelto la via parlamentare - evidenzia il segretario Pd - poteva incanalare questa protesta per via extraparlamentare. Ora dica come intende prendersi responsabilità davanti al Paese».
Bersani risponde anche a Renzi, che aveva parlato di questa come la legislatura più breve della storia. «Il problema è l'abbrivio, se avviene sono più fiducioso di Renzi sulla durata di questo governo perchè l'esigenza di cambiamento è conclamata».

MONTI E BERSANI: "ORA CRESCITA E OCCUPAZIONE" Mario Monti e Pier Luigi Bersani «hanno esaminato il modo per l'Italia di orientare le politiche dell'Ue in favore di una maggiore attenzione alla crescita, all'occupazione e alla dimensione sociale della crisi, tenendo conto delle specificit… nazionali». Lo scrive palazzo Chigi al termine dell'incontro fra il premier e il leader Pd.

NAPOLITANO: "IO FARO? C'E' LA NEBBIA..." «Io farò quel che debbo fino all'ultimo giorno del mio mandato». Lo ha assicurato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo all'Accademia dei Lincei, in ricordo di Rita Levi Montalcini.
«Alla vigilia della conclusione del mio mandato» voglio «sottolineare come la conclusione corrisponda pienamente alla concezione che i padri costituenti ebbero della figura del presidente della Repubblica». Il presidente Napolitano, oltre a ricordare come i padri costituenti disegnarono il già lungo settennato al Quirinale, ha aggiunto che ciò corrisponde bene anche «alla continuità delle nostre istituzioni ed anche - ha osservato - anche alla legge del succedersi delle generazioni».
Prendendo spunto dalle parole dall'ex presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Conso, che lo aveva definito «faro» per l'Italia in questo momento delicato, il Capo dello Stato ha spiegato: «Non so se faro o luce assolutamente normale e umana, ma a volte si fa fatica a fare luce nella nebbia ed io cerco di fare del mio meglio».

RENZI: CON I MIEI TEMI AVREMMO VINTO Un governo del Presidente? «Sono valutazioni che competono esclusivamente alla sensibilità e alla competenza del Capo dello Stato. Mi limito a dire che questa legislatura ha tutte le caratteristiche per battere tutti i record di durata in negativo». Intervistato dal Messaggero, il sindaco di Firenze Matteo Renzi ribadisce la lealtà al segretario del Pd. «Oggi io e tutti gli altri facciamo la nostra parte perchè vada bene il tentativo» di Bersani di coinvolgere l'M5S, ma «se le cose non andassero in porto - osserva - è chiaro che si aprirebbe uno scenario diverso».
«Oggi sarebbe assurdo prefigurare scenari alternativi quando stiamo ancora lavorando al piano A», afferma Renzi. Ciò premesso, se Napolitano ha messo per iscritto il suo appello ai partiti a non arroccarsi su posizioni predeterminate, «non possiamo prescinderne». L'esclusione di un accordo con Berlusconi «è una posizione su cui oggi è attestato tutto il partito», rileva Renzi. Tuttavia «in un Paese normale, all'indomani di elezioni con questo esito faresti un accordo di grande coalizione, come accadde in Germania, tra centrodestra e centrosinistra. Le anomalie del sistema italiano sono evidenti laddove manca un reciproco riconoscimento tra destra e sinistra».
Parlando della direzione del Pd, «non sono abituato a partecipare alle liturgie del partito. Mi sembrava indelicato non partecipare ma quello che avevo da dire l'ho detto già», dichiara Renzi. «Penso però che la sconfitta ci costringa ad aprire una riflessione sulla forma partito». «Il modello di partito solido, vecchia maniera, è stato profondamente messo in discussione».
Adesso serve un modello diverso, ad esempio quello di «un partito che fa a meno del finanziamento pubblico», dice l'esponente democratico. «Sarebbe tra l'altro un segnale molto importante per dimostrare che ci si avvicina a ciò che ci chiede la gente». «Il risultato elettorale - prosegue Renzi - ha dimostrato che con alcuni dei miei temi, a cominciare dalla volontà di parlare agli elettori delusi del centrodestra, io ho perso le primarie ma forse avremmo vinto le elezioni».
«Grillo ha preso voti da molti elettori delusi di Berlusconi e della Lega. Possiamo riprenderceli solo sfidandolo», sottolinea Renzi, secondo cui «si recupera dicendo quel che vuoi fare tu: lo abolisci o no il finanziamento pubblico? Rinunci a tutte le forme di vitalizio per gli ex parlamentari? Io a Firenze gli open data li ho fatti, le amministrazioni 5 Stelle no. Su questi argomenti è in grado il centrosinistra di portare la sfida a Grillo fino in fondo?».

mercoledì 6 marzo 2013

CROZZA PRENDE IN GIRO I GRILLINI NELLA COPERTINA DI BALLARÒ

Crozza prende di mira i grillini nella sua copertina di Ballarò. «Ciao a tutti, son Maurizio Crozza, son genovese, ho fatto per tanti anni il comico e mi piacerebbe occuparmi di politica». Poi una battutina con più 'bersagli': «Torniamo seri, ricordiamoci che sono tutti laureati. L'utlima volta che ne ho visti tanti c'erano pure Crosetto e Giannino». Poi sbeffeggia per i vari mister X che il web ha già provveduto a demolire: « Ciao, faccio il sommelier e vorrei occuparmi di agricoltura. Ciao sono Giovanni, gestitsco un sexy show e vorrei occuparmi di politiche della famiglia». Il finale comprende un pò di della cronaca degli ultimi giorno, con l'utlima perla: «Oggi siamo messi male, quasi quando avevamo un governo».

MONTI: "GRILLO NON RISOLVE I PROBLEMI. MEGLIO IL VOTO CHE GOVERNO CONTRO UE"

«Nessuna forza politica» che si è affermata in queste elezioni e «nemmeno quella che si è più affermata» e cioè il movimento Cinque Stelle «appare neanche lontanamente in grado di risolvere i problemi» del Paese. Così Mario Monti.

MONTI: "MEGLIO VOTO CHE GOVERNO CONTRO UE E RIFORME" «Se l'alternativa fosse un governo orientato a interrompere il tragitto europeo dell'Italia e quello delle riforme, credo che sarebbero meglio nuove elezioni». Così Mario Monti sulla possibile reazione dei mercati nel caso di un ritorno alle urne.

"ALLARME ATTACCO CIBERNETICO" L'allarme lo lancia il premier Mario Monti: un attacco cibernetico «può produrre effetti devastanti ed immobilizzare l'intero Paese». Lo ha detto Monti all'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola di formazione per '007', spiegando che «tra pochi giorni sarà in Gazzetta Ufficiale un decreto per accrescere la capacità di rispondere a questa minaccia».

Col decreto, ha spiegato Monti, «si sono poste le basi per ottenere un sistema organico, sotto la guida del presidente del Consiglio, in cui le varie componenti possono dare un contributo sinergico per meglio affrontare la minaccia cibernetica». Entro la fine dell'anno, ha aggiunto, «mi auguro poi che potremo avere il piano nazionale per la sicurezza dello spazio cibernetico».


martedì 5 marzo 2013

SARAH SCAZZI, PARLA LA MAMMA: "PROCESSO DELLE MENZOGNE, GIUSTO CHE PAGHINO"

Sono dure le parole di Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi, dopo le richieste della Procura per l'omicidio della figlia 15enne: «È stato il processo delle menzogne ed è anche giusto che coloro che hanno detto tutte queste menzogne paghino per quello che hanno detto».  «Mi aspettavo una richiesta del genere - ha aggiunto - chi uccide una persona merita l'ergastolo. Non hanno avuto pietà per una bambina che stava anche piangendo. Ho visto Cosima e Sabrina indispettite, indifferenti, con lo sguardo duro, come se la colpa fosse solo di Sarah e loro non c'entrassero nulla. Sabrina è scoppiata in lacrime? Non l'ho vista, stavo dietro».

IL VICE DI RENZI 'INCIUCIA' CON BRUNETTA: "GOVERNO PD-PDL? SI PUÒ FARE"

 Il governissimo Pd-Pdl non è visto di malocchio né dal renziano Dario Nardella nè dal pidiellino Renato Brunetta, ospiti di Zapping 2.0 (Radio1). Il vicesindaco di Firenze e neo-deputato Pd afferma: «Se i tentativi di Bersani di avvicinarsi al M5S dovessero fallire, trovo legittimo pensare ad un accordo tra Pd e PdL. Gli italiani non sono preoccupati delle alchimie politiche ma piuttosto di avere un governo stabile che guidi il paese, anche se per fare questo fosse necessaria un'alleanza inedita. Un'alleanza che avrebbe solo l'obiettivo di portare a termine alcuni punti programmatici comuni su questioni urgenti». Anche perché, aggiunge Renato Brunetta, «la situazione è economica richiede interventi immediati e ormai abbiamo capito tutti che con la sola austerità non si va da nessuna parte». «Bersani fa bene - precisa Nardella - ad assumere una posizione netta e a fare il tentativo che sta facendo, ma se pensa di rapportarsi al M5S col vecchio stile della ripartizione e dei baratti, allora non si conclude niente: meglio l'alleanza col PdL».

INCIDENTE IN GALLERIA, MORTI DUE AMICI: "IL GUIDATORE ERA UBRIACO"

Uno schianto in galleria dopo un sorpasso azzardato: i due amici, entrambi di 26 anni, Sebastiano Salvagno e Michele Duse sono morti così. Oggi, a distanza di due settimane, risulta che erano fondati i sospetti sulle condizioni alterate del giovane che guidava la Kia Sportage. Il conducente aveva una concentrazione di alcol nel sangue ben quattro volte superiore al limite di legge.
L'incidente è avvenuto il 17 febbraio alle 18.20 al Listolade, nel Bellunese, dopo una giornata trascorsa sulla neve. I risultati delle analisi effettuate su Sebastiano Salvagno, 26 anni, di Chioggia, hanno dato esito positivo. Il tasso alcolico era di oltre 2 grammi per litro.
Lo scontro frontale causò anche la morte dell’amico di Salvagno, il coetaneo Michele Duse, anche lui di Chioggia. Sono invece scampati alla morte i coniugi mestrini che erano sull'altra vettura: Andrea Tibasco, 48 anni, e Mirna Vianello, 41 anni, furono ricoverati in condizioni gravissime, ma si sono salvati. La Kia, che viaggiava in direzione di Belluno, avrebbe sorpassato nonostante la doppia linea continua in galleria, e si era scontrata frontalmente con l’altra auto.

NAPOLITANO: "CAMERE IL 15, NIENTE ANTICIPO". RENZI OGGI DA MONTI A PALAZZO CHIGI

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha preso atto che difficoltà di vario ordine non consentono una anticipazione della data di convocazione delle Camere, già fissata per venerdì 15 marzo. Resta dunque ancora un ampio spazio - si legge in una nota del Quirinale - per una proficua fase preparatoria delle consultazioni del Capo dello Stato per la formazione del governo.
Nel ringraziare la magistratura per lo sforzo di celerità compiuto negli adempimenti di sua competenza relativi alla verifica dei risultati elettorali, il Presidente della Repubblica confida che le operazioni relative all'insediamento delle Camere e alla costituzione dei Gruppi parlamentari si svolgano con la massima sollecitudine possibile.
L'impossibilità di anticipare la convocazione delle Camere rispetto alla data prevista del 15 marzo consegna «ancora un ampio spazio per una proficua fase preparatoria delle consultazioni del Capo dello Stato per la formazione del governo», si legge nella nota del Colle.

RENZI INCONTRA MONTI E' in corso a Palazzo Chigi, un incontro tra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e il premier uscente Mario Monti. Renzi aveva annunciato questa mattina su Twitter di essere in viaggio «verso Roma per incontri istituzionali». Il sindaco di Firenze ha confermato anche la sua intervista in programma stasera alla trasmissione Ballarò su Raitre con Giovanni Floris.

GRILLO: NON DAREMO FIDUCIA A NESSUN GOVERNO «Il M5S non darà la fiducia a un governo tecnico, nè lo ha mai detto. Il governo Monti è stato il governo più politico del dopoguerra, nessuno prima aveva mai messo in discussione l'articolo 18 a difesa dei lavoratori». Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog. «Non esistono governi tecnici in natura, ma solo governi politici sostenuti da maggioranze parlamentari», spiega il leader del M5S. «Il presidente del Consiglio tecnico è un'enorme foglia di fico per non fare apparire le vere responsabilità di governo da parte di Pdl e Pdmenoelle», conclude Grillo.

CRIMI: UNICA SOLUZIONE E' GOVERNO M5S «Preciso che non ho mai parlato di appoggio a governo tecnico, l'unica soluzione che proponiamo è un governo del Movimento 5 Stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto. Il nostro programma è chiaro ed è stato annunciato in tutte le piazze e in streaming». Lo scrive Vito Crimi, neoletto capogruppo al Senato del Movimento 5 stelle sulla sua pagina Facebook.
E aggiunge: «In attesa di predisporre uno strumento per comunicare ufficialmente utilizzo questo. Oggi e domani non risponderò a nessun giornalista. Le nostre parole di ieri in conferenza stampa sono state chiare e non lasciano dubbi. Prego tutti di rispettare la mia volontà ed evitate di chiedermi interviste o presenze radiotelevisive. Da ieri ad oggi non è cambiato nulla. Abituatevi anche a chi dice si per dire si, no per dire no, senza interpretazioni. Ci aspettano alcuni giorni di lavoro e preparazione per questo tutti noi parlamentari abbiamo bisogno che ci lasciate lavorare».
«Chiedo a tutti gli attivisti, simpatizzanti ed elettori di avere un attimo di pazienza, state scrivendo ad un ritmo pauroso e non è facile in questo momento rispondere a tutti. Anche a voi chiediamo solo di pazientare, daremo risposta ad ogni domanda -prosegue il post- Vi garantisco la coerenza, terremo la barra dritta: la nostra è una rivoluzione culturale pacifica e democratica e non la fermeremo, il nostro unico senso di responsabilità è verso gli elettori che ci hanno dato mandato di attuare questa rivoluzione culturale che comunque è già in atto malgrado le resistenze di coloro che sono attaccati a poltrone e privilegi».

LOMBARDI: "IO CONDANNO IL FASCISMO" «Rimango allibita dalle strumentalizzazioni in atto su una frase estrapolata da un post sul mio blog. Quella espressa era una analisi esclusivamente storica di questo periodo politico, che naturalmente condanno. In Italia il fascismo così come il comunismo è morto e sepolto da almeno trent'anni». Così la prossima capogruppo Camera del Movimento 5 Stelle, Roberta Lombardi, replica alle accuse per il post del 21 gennaio, sottolineando di aver fatto riferimento al programma Pnf del '19 e invitando a pensare al 2013. «Da quello che conosco di Casapound - scriveva in quel post di gennaio - del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica, razzista e sprangaiola. Che non comprende l'ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello Stato e la tutela della famiglia».
Ora Lombardi spiega: «Mi riferivo, facendo una analisi, al primo programma del 1919, basato su voto alle donne, elezioni e altre riforme sociali che sembravano prettamente socialiste rivoluzionarie e non certamente il preludio di una futura dittatura .Tutte proposte che poi Mussolini smentì già dall'anno seguente, in quello che fu un continuo delirio di contraddizioni. La caratteristica del fascismo fu infatti quella di cambiare sempre le carte in tavola, con l'unica costante che al centro del potere rimanevano sempre Mussolini ed il suo partito unico. Potere che poi divenne dittatura in un crescendo di violenza. Fino ad arrivare al razzismo e la guerra. Questo il mio giudizio storico e politico, negativo su quell'esperienza». «Ora possiamo pensare all'Italia del 2013. Ricordo a tutti - conclude - che il M5S ha nel suo programma l'insegnamento della Costituzione italiana».
Il link citato nel post odierno rimanda a una pagina del Circolo Bertrand Russel di Treviso dove è riportato il testo del cosiddetto programma di San Sepolcro del partito fascista, presentato a Milano il 23 marzo 1919. «Questo programma venne interamente rovesciato da Mussolini prima di arrivare al potere. Può sembrare incredibile - si legge a premessa del documento - ma l'atto costitutivo del fascismo, letto oggi, sembra scritto da un comunista rivoluzionario. Lo potremmo spacciare anche per il programma redatto da Lenin prima della rivoluzione».

SPRECHI A BOLZANO, LA CORTE DEI CONTI ACCUSA IL QUIRINALE: VIA ALLE INDAGINI

Il procuratore regionale di Bolzano della Corte dei Conti Robert Schulmers è indagato dalla procura di Roma per calunnia e offese all'onore del capo dello Stato. Le accuse riguardano il contenuto di alcune lettere in cui il magistrato parla di "avvertimenti" da parte dei vertici della magistratura contabile e di "ingerenze" del Quirinale.
Al centro della vicenda le lettere inviate da Schulmers a vari interlocutori, e per conoscenza alla mailing list di tutti i magistrati della Corte dei Conti (quasi 500 persone) nelle quali, in sostanza, afferma di aver ricevuto avvertimenti («ti-ci distruggono») dal procuratore generale della Corte dei Conti Salvatore Nottola e dal presidente Luigi Giampaolino in merito alle sue attività di controllo su presunti sprechi nei confronti dei vertici politico-istituzionali della provincia autonoma di Bolzano, in particolare del Presidente Luis Durnwalder.
Da qui l'ipotesi di calunnia prospettata dagli inquirenti romani. Nelle stesse missive Schulmers fa riferimento anche ad ingerenze del Colle e ciò gli è valsa anche l'iscrizione nel registro degli indagati per offese all'onore del Capo dello Stato. Nottola e Giampaolino sono stati ascoltati dal procuratore Giuseppe Pignatone e dagli aggiunti Francesco Caporale e Nello Rossi come persone informate sui fatti. Sulla vicenda gli inquirenti romani procedono anche per un'ipotesi di abuso d'ufficio, contro ignoti, in relazione al contenuto delle missive del procuratore regionale di Bolzano.

SCILIPOTI E RAZZI INDAGATI PER CORRUZIONE. "CAMBIARONO CASACCA NEL 2010"

I parlamentari Antonio Razzi e Domenico Scilipoti sono iscritti nel registro degli indagati della Procura di Roma nell'indagine sul cambio di casacca in Parlamento avvenuto nel dicembre del 2010. Nei loro confronti si ipotizza il reato di corruzione. Il procedimento è stato avviato dal procuratore aggiunto Francesco Caporale. I due onorevoli erano citati in alcune denunce presentate dal leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, dopo che questi stessi parlamentari avevano abbandonato il suo partito nel dicembre 2010 in coincidenza con un voto di fiducia al governo che era guidato da Silvio Berlusconi. Scilipoti e Razzi potrebbero essere interrogati nei prossimi giorni dai pm capitolini.

giovedì 24 maggio 2012

DDL Lavoro 2012: salario base

Tra i 43 emendamenti che compongono il pacchetto di modifiche previsto per la riforma del mercato del lavoro 2012, uno riguarda i cosiddetti collaboratori a progetto ed è foriero di buone notizie: i relatori, infatti, hanno proposto l'introduzione di un salario base per i co.co.pro. Un provvedimento pensato per porre fine alla giungla delle retribuzioni dei lavoratori parasubordinati, con l'intento in particolare di eliminare quelle al di sotto del limite di sussitenza.

Salario base co.co.pro.: le cose da sapere

I co.co.pro. (contratti di collaborazione a progetto) si differenziano dalle vecchie co.co.co. (collaborazioni coordinate continuative) perché in base all'Art. 62 della Legge Biagi prevedono un progetto specifico, determinato o determinabile nel tempo, ma come queste ultime non presentano indicazioni chiare e vincolanti per quanto riguarda la parte retributiva. L'Art.63 della Legge Biagi parla infatti di un salario "proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito" e con "parametro di riferimento i compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del rapporto", una definizione priva di precisi riferimenti che ha permesso ai datori di lavoro di interpretarla a proprio piacimento e vantaggio, finendo con il giocare al ribasso nella quasi totalità dei casi.

L'emendamento al DDL Lavoro 2012 proposto dai relatori Tiziano Treu (Pd) e Maurizio Castro (Pdl) vuole dunque mettere fine a questa abitudine stabilendo a priori un salario base per i co.co.pro, calcolato dal Ministero del Lavoro facendo la media tra le tariffe minime dei lavoratori autonomi e le retribuzioni stabilite dai contratti collettivi. Modifica che per Treu è ragione di soddisfazione - "c’è la flessibilità buona ed è la prima volta che viene introdotto un compenso di base per garantire i poveri cristi" - ma che il Segretario della Cgil Susanna Camusso non accoglie con uguale ottimismo: "non si vede il segno di un cambiamento vero".
Il governo, da parte sua, mostra invece di gradire, e nella persona del ministro del Welfare Elsa Fornero spende parole di elogio per il lavoro svolto dai due relatori, che sono riusciti a mettere d'accordo i due principali schieramenti, come sintetizza il vicepresidente della commissione Lavoro alla Camera, Giuliano Cazzola (Pdl): "è positivo che questa strana maggioranza sia in grado di trovare soluzioni comuni, condivise da tutti i gruppi, anche in una materia delicata ed intessuta di ideologismi come quella del lavoro".

I numeri dei co.co.pro

La modifica del DDL Lavoro relativa all'introduzione del salario base per i co.co.pro riguarda circa 676 mila lavoratori (35.1% di età inferiore a 30 anni e 28.7% tra i 30 e i 39 anni), che stando ai dati Isfol 2012 hanno un reddito medio di 9.855 euro l'anno. Reddito che si abbassa a 8.500 euro per i 569 mila collaboratori a progetto senza altre occupazioni al di fuori di quella subordinata.

TFA: tutte le novità del 2012

Dopo il 'vuoto normativo' di 4 anni lasciato dall'abolizione delle Scuole di Specializzazione per l'Insegnamento (SSIS) da parte del Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, il MIUR ha finalmente ufficializzato la partenza dei cosiddetti Tirocini Formativi Attivi (TFA), corsi per conseguire l'abilitazione all'insegnamento. Unica strada per ambire alla tanto sospirata cattedra e con una domanda che eccede di gran lunga l'offerta, detti tirocini sono a numero chiuso e accessibili solo tramite concorso. Ecco allora le cose da sapere sui TFA e le novità per il 2012.

TFA: che cosa sono e come essere ammessi

Il Tirocinio Formativo Attivo è un corso che ha per obiettivo di preparare all'insegnamento i nuovi docenti, affiancando alla formazione teorica la pratica 'sul campo', ovvero nelle scuole. Con una durata media di 1.500 ore, di cui 475 di osservazione e attività didattica in aula, sotto la supervisione di un tutor, il TFA prevede frequenza obbligatoria ed esame finale, superando il quale si consegue l'abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

I TFA sono a numero chiuso predeterminato in base alle esigenze stimate dal MIUR, che per il 2012 prevedono 4.275 posti per l'insegnamento nella scuola secondaria di primo grado e 15.792 per l'insegnamento in quella di secondo grado. Per accedere al percorso formativo, pertanto, è necessario superare un concorso, la partecipazione al quale, a sua volta, è subordinata al possesso di precisi requisiti (dettagliati sul portale del Ministero dell'Istruzione) e alla presentazione di una domanda 'online', da compilare sul sito del Cineca (tfa.cineca.it).
L'iscrizione deve essere effettuata tra il 4 maggio ed il 4 giugno 2012 e dà diritto a partecipare alle selezioni - previste dal 6 al 31 luglio 2012, come da Decreto Ministeriale del 14 marzo 2012, n.31 - e a scegliere Atenei diversi per concorrere in più classi di concorso (con unico vincolo di non iscriversi alla stessa classe in più Atenei). A completamento della procedura, il sistema invia una mail che sintetizza le informazioni relative al test per il quale si è fatta domanda, mentre la conferma di accettazione della stessa è subordinata al pagamento della tassa di iscrizione prevista dai singoli Atenei, che deve essere corrisposta per tutte le classi di concorso alle quali ci si iscrive e varia dai 50 euro dell'Università di Trento ai 150 euro di quelle di Catanzaro (Magna Grecia), Roma Europea, Bergamo, Camerino, Urbino.
Un esborso che può diventare considerevole e che unito alle spese previste per seguire materialmente i tirocini sta già sollevando molte polemiche. Tra le altre, per i TFA le novità 2012 prevedono infatti il pagamento di un costo di partecipazione che va da un minimo di 2.500 euro (Università di Bergamo) a un massimo di 3.077 euro (Università de L'Aquila e di Perugia). Tassa giudicata dai più un vero e proprio balzello per ossigenare le casse dello Stato a discapito dei precari e che, oltretutto, potrebbe rivelarsi un investimento a fondo perduto: frequentare il TFA e conseguire l'abilitazione, infatti, non significa automaticamente diventare insegnanti di ruolo.

Il TFA e il concorso per diventare insegnanti di ruolo

Per quanto riguarda la possibilità di diventare insegnanti di ruolo dopo aver frequentato il TFA, le novità 2012 parlano chiaro: una volta conseguita l'abilitazione, la trasformazione non è scontata nè immediata, ma subordinata al superamento di un concorso che, stando a quanto affermato da Francesco Profumo, per il 2013-2014 porterà all'assunzione di 5-8 mila unità tra i docenti già abilitati, mentre quelli usciti dal primo ciclo di TFA dovranno aspettare il nuovo bando, previsto per la primavera 2013. Nelle intenzioni del Ministro c'è infatti la volontà di regolarizzare la scuola con concorsi a cadenza biennale, ma questo non toglie che il 'rischio di impresa' del sistema sia elevatissimo e per molti del tutto insostenibile.

Assunzioni: le regole per gli sconti fiscali

Tra le iniziative per incentivare il lavoro, soprattutto al Sud, una novità di rilievo è rappresentata dalle assunzioni con sconti fiscali. Il governo ha infatti varato un piano di incentivi volto a creare occupazione stabile in otto regioni del Mezzogiorno, per l'esattezza in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Ecco allora un focus sull'iniziativa, per conoscerne dettagli e modalità di adesione.

Lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati: il Bonus Sud

Per favorire l'occupazione al Sud, il governo ha lanciato un'iniziativa che prevede assunzioni con sconti fiscali per le aziende che decidono di inserire in organico o lo hanno già fatto - a tempo indeterminato, tra il 14 maggio 2011 e il 13 maggio 2013 - lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati. Nello specifico, la categoria dei lavoratori svantaggiati comprende tutte quelle persone che:

mentre di quella dei lavoratori molto svantaggiati fanno parte coloro che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.
Il piano può contare su 142 milioni di euro messi a disposizione dal Fondo sociale europeo e ripartiti dal ministro per la Coesione territoriale in 4 milioni per l'Abruzzo, 1 per il Molise, 20 per la Campania, 2 per la Basilicata, 10 per la Puglia, 20 per la Calabria, 65 per la Sicilia e 20 per la Sardegna. La fruizione del bonus, invece, sottosta alle regole fissate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero per la Coesione Territoriale con il decreto attuativo 70/2011 (convertito con alcune modifiche dalla Legge 106/2011), approvato dalla Conferenza Stato Regioni il 10 maggio 2012.

Come funzionano le assunzioni con sconti fiscali

Come è possibile leggere sul sito del Governo (governo.it), il Bonus Sud consiste in un beneficio "spettante nella misura del 50% dei costi salariali, da utilizzare in compensazione". Questo significa che se un'azienda decide di effettuare assunzioni con sconti fiscali, se inserisce un lavoratore svantaggiato può usufruire di un credito d'imposta pari al 50% per i 12 mesi successivi all'assunzione, mentre se ne inserisce uno molto svantaggiato il medesimo bonus è applicabile per 24 mesi. Inoltre, lo sconto "per ogni unità lavorativa è calcolato sulla differenza tra il numero dei dipendenti a tempo indeterminato, rilevato mensilmente, e quello dei lavoratori a tempo indeterminato mediamente occupati nei dodici mesi precedenti alla data dell’assunzione" e nel caso di part-time "il credito spetta in proporzione alle ore prestate rispetto a quelle previste dal contratto nazionale".
Per avere accesso al piano di scontazione, le singole aziende devono fare richiesta alle regioni tramite apposita istanza e attendere l'ok da parte delle stesse, subordinato alla disponibilità delle risorse stanziate. Il bonus non è cumulabile con altre misure di sostegno nazionali o comunitarie e può essere revocato - maggiorato di interessi e sanzioni - se:

Nuove scosse in Emilia: paura fino a Bologna Sciacalli sorpresi nel Modenese: 5 denunciati

I nuovi sisma colpiscono ancora Finale. Intanto i vigili del fuoco hanno ripreso i controlli delle strutture lesionate

 Paura nella notte a Finale Emilia per due forti scosse avvertite tra mezzanotte e l'una. La prima ha avuto un'intensità di 4.3 ed è stata avvertita sia a Modena che a Bologna mentre la seconda ha avuto magnitudo 3.2. Le scosse sono proseguite con intensità variabile tra 2.6 e 3 per tutta la notte. Dall'alba sono in corso a Finale accertamenti per verificare le condizioni delle costruzioni già lesionate.

Non si ferma lo sciame sismico

Sono state 20 le scosse di terremoto registrate nella notte dai tecnici dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia tra le province di Modena, Ferrara e Mantova. Alcune di queste scosse sono state avvertite dalla popolazione. Lo rende noto la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile, in costante contatto con i territori colpiti.

Per la paura la gente dorme in macchina

 
Campi di assistenza esauriti e intere famiglie in macchina dopo le due scosse. "E' tornata la paura - ha detto il sindaco di Finale, Fernando Ferioli -. Stiamo tornando indietro, finché non ci sarà un po' più di tranquillità non riusciremo a progredire. Cercavamo di convincere le persone a tornare nelle loro abitazioni, se agibili, ma se continuano queste scosse sarà impossibile".


Altri danni al castello Estense


Le due scosse hanno provocato forti danni nei palazzi già lesionati. Soprattutto il castello Estense, dove c'è stato un nuovo crollo vicino alla torre. I tecnici, gli ingegneri e gli esperti che si trovano a Finale stanno eseguendo sopralluoghi e la zona rossa, che ieri era stata ristretta, sarà nuovamente allargata alle strade principali del centro storico. 


Corsa contro il tempo per far controllare gli edifici

 
Le verifiche sulla stabilità degli edifici, pubblici e privati, proseguono senza sosta. I vigili del fuoco hanno effettuato circa 2.159 sopralluoghi in altrettanti immobili che sono risultati agibili nel 98% dei casi. Una corsa contro il tempo per consentire agli abitanti di queste zone di tornare a casa e per permettere alle attività economiche, industriali ed agricole, di riaprire i battenti. Ogni giorno che passa, il conto dei danni è sempre più alto: diverse centinaia di milioni di euro, secondo Confindustria, mentre Coldiretti ha stimato in 200 milioni la perdita secca nel settore agricoltura.

Sciacalli in azione nei pressi di una gioielleria, 5 denunce nel Modenese


 Sciacalli in azione nelle zone terremotate dell'Emilia. Nell'ambito dei controlli predisposti per evitare il fenomeno, i carabinieri hanno denunciato cinque italiani tra i 17 e i 31 anni. Sono stati sorpresi nei pressi di una gioielleria di Mirandola, dove due di loro avevano appena tentato di vendere due anelli d'oro di dubbia provenienza. Nell'auto su cui viaggiavano, una Polo, i militari dell'Arma hanno trovato un utensile atto allo scasso.

venerdì 16 marzo 2012

Cronache dalla disperazione

La maglia nera della provincia più povera d’Italia la indossa, nel Sulcis, sudovest della Sardegna, la provincia di Iglesias-Carbonia. Secondo i dati ufficiali di Unioncamere, su circa 130.000 abitanti, un terzo sono disoccupati o in cassa integrazione, un altro terzo pensionati. Una Sardegna non di copertina, ma bella e fiera a suo modo, un tempo polo di assoluto interesse anche industriale per le ricchezze del sottosuolo, alluminio e lana di roccia in primis.

Oggi, adducendo mancanza di servizi e infrastrutture, costi alti dell'energia, assenza di un governo nazionale affidabile, le aziende vogliono andare via. Industria che appare come una dannazione e un contrappasso da pagare nella stagione della chiusura degli stabilimenti e della delocalizzazione. Lo dimostra il collasso del polo di Portovesme, con le fabbriche di Ila, Eurallumina e Alcoa, in crisi, e la lunga lotta degli operai della Rockwool per conservare il posto. Non ultimo, lo sfinimento dei commercianti, ormai privi di liquidità, subissati dai pignoramenti. La lotta, nel caso dei 7.000 che si sono riuniti nel movimentoCommercianti e artigiani liberi”, ha il volto, tra gli altri, di Andrea Impera, leader del movimento, commerciante a sua volta.Finanza chiarisce bene come, sulla sua stessa pelle, ha vissuto le dinamiche della crisi.

"La mia percezione - racconta Impera - risale a tre anni fa. Le cose già si limitavano a galleggiare, ma a partire da gennaio 2011 è crollato tutto. Le vendite sono calate tantissimo, i negozi hanno iniziato a perdere clientele, complici anche i centri commerciali. Io prima vendevo 300 camini all’anno, ora 20-30. I costi per gli esercizi non sono più sostenibili. Prima reggevamo, anche grazie alle industrie. Poi hanno iniziato a collassare, una dopo l’altra, e sono andate a morire con un effetto domino sulle buste paga e il potere d’acquisto. Qualche settimana fa, sono stato da una famiglia, dove ormai mangiano la polenta  a pranzo, e il latte a cena".

Al default industriale, si accompagna anche la mancata valorizzazione di un territorio che pure potrebbe vivere di turismo. "Del turismo se ne sono sempre fregati. Abbiamo spiagge e mari bellissimi e non li facciamo conoscere. Il porto di Sant’Antioco che fine ha fatto? I soldi erano pronti ma sono stati bloccati. Su altri fronti, mi chiedo: se ci sono statistiche che dicono che ormai, nel Sulcis, la produzione ha livelli del -78%, è evidente che siamo catalogati come sottosviluppo. Perché dal governo nazionale non arriva la reazione? Questa non è teoria, fatti astratti".
 Il movimento è attivo da mesi e, nella dilagante protesta del popolo dei tartassati, finiscono la politica ma anche le esose richieste di Equitalia: "Noi abbiamo deciso di non appartenere ad alcun partito e ad alcun sindacato. Non diciamo che la politica non serve, il discorso è: non potete tirarci il braccio adesso che constatate che siamo una realtà e quindi venite da noi e ci volete appoggiare. Andassero dietro la scrivania a risolvere i problemi che loro stessi hanno creato. In quanto a Equitalia, noi stiamo chiedendo una moratoria biennale, per ossigenarci e poi pagare: i soldi non ci sono". Il movimento è grande, composito e non di rado affiancato da altre forze, come il Movimento Pastori Sardi, ma anche casalinghe, pensionati. Il popolo, insomma.

"Dalle riunioni al popolo in piazza - continua il leader del movimento -, il passo è stato breve anche se capiamo che non possiamo andare avanti per mesi a fare proteste o scioperi. Ma io ho una certezza allo stato attuale: tra poco la gente non la teniamo più, credo che a una vera rivolta di popolo manchi poco. Vogliono le risposte e in fretta. A Villamassargia, durante il presidio, ho visto delle scene brutte, una situazione sfuggita di mano, gente che sputava sulle macchine che portavano in città i prodotti dei camion bloccati: siamo riusciti a placare l’ira della gente".

Conta la lotta ma anche avere una visione di futuro. Come nel caso della Cooperativa Sociale San Lorenzo, che opera in molteplici settori, dall'edilizia alla falegnameria, operando anche nell'inserimento di persone che scontano pene in esecuzione esterna. Giuseppe Madeddu, il presidente, si è speso molto, nel 2010, per rilevare la fabbrica della lana di roccia della danese Rockwool, a Sa Stoia, periferia di Iglesias. L’obiettivo, rilevata la fabbrica, è quello di produrre materiali per la bioedilizia riassorbendo anche personale.

La cooperativa faceva parte dell'indotto. Chiusa la Rockwool, desiderava riconvertire la fabbrica. Ma, malgrado la presentazione del progetto industriale, e anche un riconoscimento come finalista del premio "Eco and the City Giovanni Spadolini", a Firenze, lo scorso novembre, tutto è fermo. Spiega il presidente Madeddu a Yahoo! Finanza: "Noi, come San Lorenzo, abbiamo presentato lo scorso agosto il nostro piano ma non abbiamo avuto risposte dai vertici competenti, assessori in primis. Il nostro è un mercato che ha valore di livello europeo, a fronte di paesi che hanno le competenze ma non le materie prime. Non è ancora partito nulla. Sono 70 mila metri quadrati di superfici calpestabili e 10 mila metri quadri in grado di ospitare iniziative industriali. Lo stabilimento è nato nel 1965, passato poi a Rockwool che a sua volta lo ha dato a noi, anche con una certa responsabilità sociale. Una cooperativa come la nostra non ha liquidità ma proseguiamo nella ricerca di investimenti, con i nostri contatti, poiché né la Regione, né la Provincia e i relativi assessori si muovono: resta il Fondo nazionale di sviluppo economico".


La sfida - sottolinea - è più complessiva, e vale anche per la Sardegna stessa: "Siamo arrivati tutti insieme al 2012 e non possiamo più ragionare in termini regionali di fatti economici. Bisogna avere il coraggio di parlare delle cose in maniera seria e concreta, senza fermarsi ai miti, alle leggende e magari a una certa idea di identità sarda, che poi ci penalizza. Assistiamo, sul territorio, alla venuta di imprese estere che lavorano con operai stranieri, sfruttano il territorio, ma senza coinvolgere i locali. Gli stessi che però non sono poi disposti ad andare 40 chilometri fuori porta per lavorare. C’è una sottocultura che ci impedisce di confrontarci con altri paesi: il rischio è di avere le idee brillanti, ma non avere chi le traduce in lavoro".

Un discorso complesso da tradurre in atto in un momento dove larghe fette di popolazione vivono in indigenza: "Le pensioni, i sussidi per le disabilità generano una ricaduta di risorse sul sistema. Poi certo, gli ospedali, le scuole, ridanno senso a un ambito dove comunque esiste un doppio reddito, quello delle coppie dove lavorano ambo i coniugi. Eppure ormai, dati anche i segnali che arrivano dal continente, c’è un eccesso di prudenza che abbassa ancora di più il livello generale. Lo stato di stallo in cui siamo è complessivo, tutto il primario si è fermato, la mancanza di liquidità lede anche il sistema del commercio. Nessuno ormai fa più magazzino, non ci sono soldi per sostenere i costi. Noi, in cooperativa, cerchiamo banali comodini che costano 40 euro e ci vorranno 40 giorni per averli. Lo stesso, 30-40 giorni per avere ricambi della macchina. Davanti a una domanda di assistenza con una crescita esponenziale così forte, anche la diocesi non ha forza sufficiente: ormai persino la raccolta domenicale è crollata. Per lavorare sul territorio occorre farlo a più mani. Va sostenuta quella parte del terzo settore che funziona. Non si può pensare che la carità cristiana sia la via".

Sul fronte politico, invece, Madeddu ha corroborata esperienza per dire che c’è ben poco da sperare. Candidato alla presidenza della Provincia, per il Pdl nel 2010, battuto da Salvatore Cherchi del Pd, eletto consigliere,  si è dimesso nel 2011, sostituito dal sindaco di Sant’Antioco, Mario Corongiu. Rivela: "Io non avevo mai fatto politica, ma sempre la libera professione. Mi sono fermato, ho dato le dimissioni, ma prima volevo guardare i bilanci, quello di chiusura del 2010, quello di previsione del 2011. Abbiamo una provincia con 150 unità di personale, a fronte di 130mila abitanti e 23 amministrazioni comunali. Un apparato che fa paura. E quindi 23 giunte, 23 consigli, 1 consiglio provinciale, la giunta provinciale, 1 presidente di provincia, gli assessori, un consiglio provinciale di 24 elementi. Una sproporzione talmente grande che dovremmo essere la Silicon Valley italiana e invece siamo l’ultima provincia del paese. Si sfiorano costi da dieci milioni di euro, cinque dirigenti ci costano ottantamila euro lordi l’anno a testa, il segretario provinciale 120mila euro lordi. Moltiplicando e sommando sono quasi mezzo milione di euro lordi all’anno. E la Provincia amministra 29 milioni, ovvero le ripartizioni della Regione, non ha autonomia impositiva. Su 29 milioni di bilancio, quasi il 50% va via in varie spese che potrebbero essere risparmiate. A febbraio, su 29 giorni, ci sono state 22 riunioni della Commissione Ambiente, dove ogni consigliere marca la propria presenza, pagata, ovviamente. Il tutto con una dinamica 'non vedo, non sento, non parlo', dove ognuno porta a casa i soldi e la responsabilità individuale resta sospesa". Fino al momento in cui ricade sulla testa senza riparo del popolo del Sulcis.

sabato 3 marzo 2012

Montagna: nasce 'Ski Abruzzo', App per smartphone

Da oggi la montagna invernale abruzzese e' sugli smartphone. L'Aptr (l'Azienda regionale di promozione turistica) ha infatti realizzato una applicazione, compatibile con i sistemi Apple e Android, che permette di essere quotidianamente aggiornati sulle condizioni di tutte le aree sciistiche abruzzesi. "Ski Abruzzo", questo il nome dell'app scaricabile gratuitamente su Apple store e Android market, rappresenta di fatto una finestra informativa sul turismo della montagna invernale dallo sci alpino a quello nordico, dalla pratica delle ciaspole all'escursionismo. Intuitiva e di facile consultazione, Ski Abruzzo riporta tutti gli impianti di risalita e le piste abruzzesi (700 chilometri) con le condizioni meteo, il bollettino della neve, gli impianti aperti e le caratteristiche, le mappe zoomabili, web cam e tutti i numeri utili. Per ogni stazione sciistica c'e' una dettagliata sezione informativa che approfondisce tutti gli aspetti turistici della localita'. L'App Ski Abruzzo va incontro alle nuove esigenze del mercato turistico: sono infatti oltre 500 milioni i dispositivi mobili smartphone in tutto il mondo, di cui 25 milioni solo in Italia. La realizzazione dell'app rappresenta solo l'ultima iniziativa dell'assessorato al Turismo e dell'Aptr nel campo del web. 

 

Entro giugno wi-fi gratis a Perugia,Tlc

Entro giugno, in contemporanea con Umbria Jazz, sara' possibile il collegamento wifi gratuito nella citta' di Perugia. E' stato firmato in Regione il contratto tra CentralCom ed il raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Tiscali e Umbra Control che si e' aggiudicato la gara per la realizzazione di una rete di hotspot wifi, proprio a partire dai comuni di Perugia e di Terni. L'intervento, finanziato dalla Regione Umbria per un importo complessivo di 150.000 euro, prevede la possibilita' di estensione ad altre citta' dell'Umbria con successivi finanziamenti. La localizzazione degli hotspot, prevista nei punti di maggiore attrattivita' territoriale (piazze, biblioteche, aree verdi) risponde all'esigenza di rafforzare l'attrattivita' del territorio, aumentando l'efficacia di comunicazione dei portali istituzionali, con possibilita' di accesso ai servizi informativi connessi alla mobilita', al turismo e alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Il servizio offerto e' rivolto principalmente a turisti, studenti, cittadini e business traveller che potranno accedere ad internet utilizzando il proprio personal computer, il proprio smart-phone o altri dispositivi di mobilita'. L'accesso ad internet sara' fornito in modalita' gratuita per due ore al giorno e, nell'ambito di siti istituzionali, senza limiti temporali. Saranno, inoltre, disponibili profili a pagamento senza limitazioni di tempo/volume. La registrazione potra' essere effettuata direttamente online ed autenticata tramite il proprio cellulare. L'attivazione dei primi Hotspot e' prevista per i prossimi 4 mesi. Il progetto, le modalita' ed i tempi di applicazione nel Comune di Perugia sono stati presentati questa mattina, giovedi' 1 marzo, nella Sala Rossa di Palazzo dei Priori, alla presenza dell'Assessore Stefano Vinti.


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