L’Unione Europea si può definire così sul piano monetario; lascia a desiderare sul piano monetario ed economico dove si gira a diverse velocità ma rischia di dimenticare la solidarietà. Così sembrano pensarla Germania, Austria, Olanda e Gran Bretagna, Paesi ricchi e «custodi» del rigore.
Come preannunciato dal ministero della Giustizia olandese, hanno appena concordato di inviare una lettera alla Commissione europea, e quella lettera è l'auspicio di una barriera: ogni Paese – questo in sintesi il contenuto - deve poter rifiutare l'assistenza sociale agli immigrati Ue che
non abbiano mai lavorato prima entro i suoi confini, o deve anche avere
il diritto di espellerli, se c'è qualche imbroglio nelle carte.
Bersaglio non troppo nascosto: quei cittadini romeni e bulgari che dal 2014, finita la moratoria sui loro trasferimenti, potranno cercar lavoro altrove.
Già si parla di centinaia di migliaia di nuovi immigrati.
Alla base di tutto vi è un concetto sottinteso: troppi abusano di
servizi migliori in Paesi più benestanti del loro, troppi fanno i
«turisti del welfare» solo per ottenere ciò che a casa non hanno. E ora
la crisi economica — altro sottinteso — non permette più di far troppa
beneficenza, di scialare.
Ma la barriera dovrebbe riguardare anche studenti, ricercatori,
artisti, insomma tutti e di tutti i Paesi? E come si potrà mai
discriminare fra un passaporto e l'altro? Per David Cameron, il premier britannico, l'«invasione» da Est è diventata quasi un'ossessione. E anche per chi governa a Berlino: la Germania attende fino a 180 mila nuovi immigrati. Magari il vero obiettivo di Cameron e colleghi è il solito, mitologico idraulico (Polish plumber),
stavolta non polacco ma romeno. Ma destinatario del messaggio può
essere anche l'elettore conservatore di Londra, o di Berlino.
lunedì 11 marzo 2013
Niente mutua agli immigrati. La minaccia di alcuni paesi Ue
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Grillo sfida Bersani: "Il Pd rinunci a 48 milioni di euro"
Beppe grillo non molla e alza il tiro nei confronti del Pd,
sfidando Bersani a dire no ai rimborsi elettorali. "Per facilitare il
compito ho preparato il documento che Bersani pu firmare per
ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e pi
fatti", dice Grillo dal suo blog, avviando anche una campagna via
Twitter indirizzata al segretario Pd. "Il MoVimento 5 Stelle rinuncia ai
contributi pubblici, previsti dalle leggi in vigore, per le spese
sostenute dai partiti e dai movimenti politici e non richiedera' ne' i
rimborsi per le spese elettorali, ne' i contributi per l'attivita'
politica", ricorda Grillo. "Si tratta - spiega - di 42.782.512,50 di
euro che appartengono ai cittadini, anche in virtu' di un referendum. Il
M5S li rifiuta esattamente come per le elezioni amministrative. Le
spese per la campagna elettorale sono state integralmente sostenute
grazie ai contributi volontari raccolti e verranno comunque
rendicontate. Il MoVimento 5 Stelle, anche tramite i propri eletti,
svolgera' ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso
spettanti non vengano erogati ad altre forze politiche, ma trattenuti
all'Erario". "Il mio auspicio - dice ancora Grillo - e' che tutte le
forze politiche seguano il nostro esempio, in particolare - incalza - il
pdmenoelle al quale spetta la quota piu' rilevante: oltre 45 milioni di
euro (al pdl "solo" 38). Non e' necessaria una legge, e' sufficiente
che Bersani dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la
volonta' di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma". In calce
l'invito a chi segue il blog grillino: "Invita su Twitter Bersani a
firmare il documento per rifiutare i rimborsi elettorali e lasciare
48.856.037,50 di euro nelle casse dello Stato".
BERSANI A GRILLO, FONDI PARTITI? DISCUTIAMO MA CON TRASPARENZA - Il Pd è pronto a discutere del tema del finanziamento ai partiti, a patto che si leghi alla questione trasparenza. "Ce l'abbiamo una proposta per superare un meccanismo attuale e mettere in campo un meccanismo che dia spazio a piccoli contributi poi vedremo se per via fiscale. Ma intendo che la discussuone si leghi alla trasparenza sui partiti, non è una banalità", ha detto il segretario del Pd incontrando i parlamentari. Questo perché "un partito che non ha democrazia interna può prendere il governo e trasferire la mancanza di democrazia dal partito al paese", ha avvertito. Poi "a Grillo non dico 'questa qua è la legge', ma discutiamone", ha aggiunto.
BERSANI: NON ACCETTO ANCHE IN PD IDEA DI 'CACCIA' AI DEPUTATI - Pier Luigi Bersani ha negato ogni tentazione di 'mercato delle vacche' nei confronti dei deputati dell'M5S, dopo le accuse di Matteo Renzi. "Non passi l'idea, tantomeno da qualcuno di casa nostra, che andiamo a cercarci dei deputati", ha detto il segretario del Pd al teatro Capranica. "Non accetto che vengano messe in giro cose di questo genere. A noi interessano posizioni politiche", ha assicurato.
BERSANI A GRILLO, FONDI PARTITI? DISCUTIAMO MA CON TRASPARENZA - Il Pd è pronto a discutere del tema del finanziamento ai partiti, a patto che si leghi alla questione trasparenza. "Ce l'abbiamo una proposta per superare un meccanismo attuale e mettere in campo un meccanismo che dia spazio a piccoli contributi poi vedremo se per via fiscale. Ma intendo che la discussuone si leghi alla trasparenza sui partiti, non è una banalità", ha detto il segretario del Pd incontrando i parlamentari. Questo perché "un partito che non ha democrazia interna può prendere il governo e trasferire la mancanza di democrazia dal partito al paese", ha avvertito. Poi "a Grillo non dico 'questa qua è la legge', ma discutiamone", ha aggiunto.
BERSANI: NON ACCETTO ANCHE IN PD IDEA DI 'CACCIA' AI DEPUTATI - Pier Luigi Bersani ha negato ogni tentazione di 'mercato delle vacche' nei confronti dei deputati dell'M5S, dopo le accuse di Matteo Renzi. "Non passi l'idea, tantomeno da qualcuno di casa nostra, che andiamo a cercarci dei deputati", ha detto il segretario del Pd al teatro Capranica. "Non accetto che vengano messe in giro cose di questo genere. A noi interessano posizioni politiche", ha assicurato.
BERLUSCONI IN OSPEDALE, AL SUO FIANCO MARINA, LA PASCALE E UNA DEPUTATA PDL
Le "infermierine" del Cavaliere, così sono state soprannominate da Dagospia Francesca Pascale, Mrina Berlusconi e la deputata Maria Rosaria Rossi. Loro sono le tre donne che in questi giorni si sono alternate giorno e notte nella stanza di Silvio Berlusconi al San Raffaele dove è ricoverato.
«Alla Pascale, come a ogni fidanzata napoletana che si rispetti, tocca la quota maggiore di presenza accanto a Silvio: si trattiene la notte e l'intera giornata, tranne un break dalle 12 alle 16 per rinfrescarsi a casa ad Arcore», queste le parole sul blog. Alla Rossi petta il turno la mattina, mentre nella serata la figlia.
«Alla Pascale, come a ogni fidanzata napoletana che si rispetti, tocca la quota maggiore di presenza accanto a Silvio: si trattiene la notte e l'intera giornata, tranne un break dalle 12 alle 16 per rinfrescarsi a casa ad Arcore», queste le parole sul blog. Alla Rossi petta il turno la mattina, mentre nella serata la figlia.
GERMANIA CHOC, PARTORISCE E UCCIDE CINQUE FIGLI. "RISCHIA SOLO 15 ANNI"
Per non contrariare il marito, nell'arco di sei anni ha partorito e assassinato cinque dei suoi figli. Alla sbarra per questo da oggi a Flensburg, in Germania,
c'è una donna di 29 anni, che tra le lacrime, ha ammesso di fronte ai
giudici i crimini di cui è accusata e rischia ora fino a 15 anni.
Secondo la ricostruzione della procura locale, tra il 2006 e il 2012 la
giovane, originaria della cittadina di Husum, in Schleswig-Holstein, ha
ucciso tre dei piccoli appena partoriti soffocandoli, uno dei quali
riempendogli la bocca di carta, e gli altri due a colpi di forbice.
Durante il primo giorno di processo la donna - madre di altri due
bambini, la più grande dei quali ha 11 anni - non ha saputo fornire
spiegazioni per il suo gesto: «Da quando sono in prigione non passa un giorno in cui non mi chieda perchè sia successo».
Durante un interrogatorio la ragazza aveva però precedentemente spiegato di temere che le gravidanze potessero pesare sulla relazione col marito, che non voleva altri figli dopo i primi due.
A giudizio, come co-imputato, è anche il marito della donna, che agli investigatori ha spiegato di non essersi accorto di nulla. Il primo dei neonati uccisi era stato trovato nel 2006 in un container per la carta in Schleswig-Holstein, un secondo nel 2007 in un parcheggio dello stesso Land.
Gli altri tre cadaveri sono stati rinvenuti grazie alle indicazioni dell'omicida. La donna, che lavora nel settore alberghiero, ha spiegato di aver dato alla luce due bambini a casa, mentre il marito era al lavoro, e tre all'aperto, nei boschi. Per il processo sono previsti quattro giorni di udienza e la sentenza potrebbe arrivare già la prossima settimana. L'imputata rischia una condanna tra i cinque e i 15 anni.
Durante un interrogatorio la ragazza aveva però precedentemente spiegato di temere che le gravidanze potessero pesare sulla relazione col marito, che non voleva altri figli dopo i primi due.
A giudizio, come co-imputato, è anche il marito della donna, che agli investigatori ha spiegato di non essersi accorto di nulla. Il primo dei neonati uccisi era stato trovato nel 2006 in un container per la carta in Schleswig-Holstein, un secondo nel 2007 in un parcheggio dello stesso Land.
Gli altri tre cadaveri sono stati rinvenuti grazie alle indicazioni dell'omicida. La donna, che lavora nel settore alberghiero, ha spiegato di aver dato alla luce due bambini a casa, mentre il marito era al lavoro, e tre all'aperto, nei boschi. Per il processo sono previsti quattro giorni di udienza e la sentenza potrebbe arrivare già la prossima settimana. L'imputata rischia una condanna tra i cinque e i 15 anni.
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NIGERIA CHOC, DONNA PARTORISCE UNA BAMBINA CON TRE TESTE
Una notizia che ha dell'incredibile. Secondo la stampa nigeriana, una
ragazzi di 19 anni, avrebbe messo alla luce al suo primo parto una
bambina con tre teste. Malama Zainab, il 3 marzo, è stata portata, con l'inizio del travaglio, nell'ospedale generale Malumfashi, di Katsina,
dove ha partorito non i tre gemelli che pensava, dopo l'ecografia, ma
una bimba con tre teste, nessuna delle quali con gli occhi. Secondo
quanto hanno raccontato i due giovanissimi genitori, le visite prenatali
avevano accertato che i 'gemellì godevano di buona salute. Malama
Zainab ha detto che, da buona religiosa, accetta la prova che Dio le ha
mandato, confidando nel Suo aiuto per la sua famiglia e la figlia.
SI SCHIANTA CONTRO IL GUARD RAIL, ALESSIO VIENE SBALZATO SULL'ASFALTO E MUORE
Spaventoso incidente stradale questa mattina sulla superstrada
Ancona-Roma. L'incidente verso le 6.30. Un'auto, una Renault Megane,
guidata da Alessio Marchegiani, un cuoco 28enne di
Falconara, si è schiantata a forte velocità contro il guard-rail
centrale. Sono state coinvolte altre vetture. Il conducente del mezzo
incidentato è morto, sbalzato sull'asfalto. La Renault Megane del
giovane è andata completamente distrutta. All'arrivo della Croce Gialla
il 28enne era già morto. La Polstrada è stata costretta a bloccare il
traffico.
MORTO BRUNO BUITONI, "RE ITALIANO DELLA PASTA E DEL CIOCCOLATO". AVEVA 89 ANNI
Con Bruno Buitoni,
classe 1924, scompare l'ultimo manager di una dinasty familiare che con
la pasta e il cioccolato ha contribuito all'affermazione
dell'alimentare italiano nel mondo. Una parabola, quella dei Buitoni,
avviata nel 1827 a Borgo Sansepolcro, allora Granducato di Toscana, da
Giovanni Battista e sua moglie Giulia con una piccola impresa di pasta
artigianale e proseguita a grandi passi con il nipote di Giovanni
Battista, Francesco, fondatore della Perugina nel 1907.
Altri Buitoni, come Giovanni, figlio di Francesco, capace di conquistare New York con i baci Perugina, hanno spinto in alto i marchi fino agli anni '80, quando gli 'industriali del Borgo', come veniva chiamata la famiglia Buitoni, hanno ceduto le armi di fronte a un mercato divenuto troppo complesso ed esigente. Proprio Bruno Buitoni, nelle sue vesti di amministratore delegato delle Industrie Buitoni Perugina (Ibp), ha siglato nel 1985 il passaggio di proprietà alla Cir di De Benedetti che a sua volta, tre anni dopo, cedeva i marchi alla Nestlè.
La 'resa' della famiglia, ancora lasciava un pò l'amaro in bocca a Bruno Buitoni nella sua ultima intervista al giornale di Confindustria Umbria. «Le aziende erano condotte bene - raccontava - e il marchio era forte. L'errore fu di non aver costituito una finanziaria quotata in borsa, come fece la Fiat, sarebbe stato il salto di qualità. Eravamo in troppi, 13 tra fratelli e cugini e non riuscimmo a trovare l'accordo. Abbiamo dovuto vendere l'azienda a chi l'avrebbe potuta gestire: prima De Benedetti poi la Nestlè».
Alle aziende di famiglia Bruno aveva legato tutta la sua vita, e gli studi economici per prepararsi al ruolo di manager non l'avevano comunque risparmiato dalla gavetta. «Nel 1947, fresco di laurea in Scienze economiche a Losanna, arrivai a Perugia convinto di fare l'amministratore - raccontava ancora al giornale confindustriale - invece mio zio mi mise nelle mani del capo del personale che scrisse 'seconda categoria' e il mio primo stipendio fu di 23mila e 700 lire».
Lo stesso papà Luigi l'aveva abituato sin da piccolo alla vita di fabbrica, mandandolo in varie occasioni a fare i turni con gli operai. Colto e raffinato, il manager Bruno si distingueva per la sua eleganza da gentleman inglese. Perugia lo ricorda tra l'altro per il suo amore per la cultura (ha guidato anche il Teatro stabile dell'Umbria) e il territorio. Proprio a lui si deve lo slogan di Perugia «Città del cioccolato».
«Bruno Buitoni - sottolinea la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in un messaggio di cordoglio alla famiglia - è stato uno degli imprenditori che ha maggiormente segnato la storia dell'industria dell'Umbria e di Perugia, portando i marchi Buitoni e Perugina ai vertici dei mercati internazionali delle produzioni alimentari e dolciarie».
Altri Buitoni, come Giovanni, figlio di Francesco, capace di conquistare New York con i baci Perugina, hanno spinto in alto i marchi fino agli anni '80, quando gli 'industriali del Borgo', come veniva chiamata la famiglia Buitoni, hanno ceduto le armi di fronte a un mercato divenuto troppo complesso ed esigente. Proprio Bruno Buitoni, nelle sue vesti di amministratore delegato delle Industrie Buitoni Perugina (Ibp), ha siglato nel 1985 il passaggio di proprietà alla Cir di De Benedetti che a sua volta, tre anni dopo, cedeva i marchi alla Nestlè.
La 'resa' della famiglia, ancora lasciava un pò l'amaro in bocca a Bruno Buitoni nella sua ultima intervista al giornale di Confindustria Umbria. «Le aziende erano condotte bene - raccontava - e il marchio era forte. L'errore fu di non aver costituito una finanziaria quotata in borsa, come fece la Fiat, sarebbe stato il salto di qualità. Eravamo in troppi, 13 tra fratelli e cugini e non riuscimmo a trovare l'accordo. Abbiamo dovuto vendere l'azienda a chi l'avrebbe potuta gestire: prima De Benedetti poi la Nestlè».
Alle aziende di famiglia Bruno aveva legato tutta la sua vita, e gli studi economici per prepararsi al ruolo di manager non l'avevano comunque risparmiato dalla gavetta. «Nel 1947, fresco di laurea in Scienze economiche a Losanna, arrivai a Perugia convinto di fare l'amministratore - raccontava ancora al giornale confindustriale - invece mio zio mi mise nelle mani del capo del personale che scrisse 'seconda categoria' e il mio primo stipendio fu di 23mila e 700 lire».
Lo stesso papà Luigi l'aveva abituato sin da piccolo alla vita di fabbrica, mandandolo in varie occasioni a fare i turni con gli operai. Colto e raffinato, il manager Bruno si distingueva per la sua eleganza da gentleman inglese. Perugia lo ricorda tra l'altro per il suo amore per la cultura (ha guidato anche il Teatro stabile dell'Umbria) e il territorio. Proprio a lui si deve lo slogan di Perugia «Città del cioccolato».
«Bruno Buitoni - sottolinea la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in un messaggio di cordoglio alla famiglia - è stato uno degli imprenditori che ha maggiormente segnato la storia dell'industria dell'Umbria e di Perugia, portando i marchi Buitoni e Perugina ai vertici dei mercati internazionali delle produzioni alimentari e dolciarie».
BEATRICE, MORTA A 23 ANNI DOPO LA FESTA DELLA DONNA. ANCONA IN LUTTO
Una città avvolta nel silenzio e sotto choc piange Beatrice Burattini,
la studentessa 23enne, tirocinante di infermieria morta venerdì notte
in un incidente stradale in via Lauretana. La cerimonia funebre è
fissata per domani alle 15 nella chiesa di Camerano (Ancona).
Molti i ricordi e le testimonianze di cordoglio alla famiglia. Piangono Beatrice, il babbo Aurelio, che lavora alla mensa degli Ospedali Riuniti, la mamma Vera Battistoni, insegnante alla scuola materna di Camerano, e il fratello Daniele, studente, di qualche anno più giovane.
Del lutto dell'intera comunità si è fatto interprete il sindaco Piergiacomi. "Non esistono parole - ha detto al Corriere Adriatico - in situazioni così drammatiche, cercheremo di far sentire tutta la nostra vicinanza rendendoci disponibili per qualunque esigenza".
Venerdì sera, Beatrice aveva lasciato le amiche con cui si era ritrovata per festeggiare l'8 marzo e stava tornando a casa. Attorno all’1 e 30, in via Lauretana, la sua Citroen C2 ha sbandato ed è finita fuori strada. La giovane è stata sbalzata dall’abitacolo, L’impatto non le ha lasciato scampo. Sul posto le ambulanze del 118, i carabinieri di Osimo e Camerano e i vigili del fuoco di Osimo. Inutili i soccorsi, per Beatrice non c’era più niente da fare.
Molti i ricordi e le testimonianze di cordoglio alla famiglia. Piangono Beatrice, il babbo Aurelio, che lavora alla mensa degli Ospedali Riuniti, la mamma Vera Battistoni, insegnante alla scuola materna di Camerano, e il fratello Daniele, studente, di qualche anno più giovane.
Del lutto dell'intera comunità si è fatto interprete il sindaco Piergiacomi. "Non esistono parole - ha detto al Corriere Adriatico - in situazioni così drammatiche, cercheremo di far sentire tutta la nostra vicinanza rendendoci disponibili per qualunque esigenza".
Venerdì sera, Beatrice aveva lasciato le amiche con cui si era ritrovata per festeggiare l'8 marzo e stava tornando a casa. Attorno all’1 e 30, in via Lauretana, la sua Citroen C2 ha sbandato ed è finita fuori strada. La giovane è stata sbalzata dall’abitacolo, L’impatto non le ha lasciato scampo. Sul posto le ambulanze del 118, i carabinieri di Osimo e Camerano e i vigili del fuoco di Osimo. Inutili i soccorsi, per Beatrice non c’era più niente da fare.
NADIA RINALDI IN TV: "MI SEPARO E DIMAGRISCO. TRA DUE MESI INDOSSO L'ABITO DELLA D'URSO"
«Tra due mesi peserò meno di 70 chili».
Nadia Rinaldi cambia vita e si dedica a se stessa e alla sua bellezza. Dopo aver reso pubblica la fine del suo matrimonio con Francesco Toraldo nella puntata del 27 gennaio di Domenica Live, l'attrice romana torna ospite della D'Urso per raccontare come sta reagendo al tradimento del marito e alla fine del suo matrimonio.
«Mi chiedo come possa cancellare tutte le cose belle che ci sono state tra noi e come possa cancellare una bambina».
Per tutelare l'affetto che la figlia, Francesca Romana, nutre nei confronti del padre, la Rinaldi ha rivolto una lettera aperta al marito sulle pagine del settimanale Di più, chiedendogli di stare accanto alla bambina.
«Da quando sono stata ospite qui in trasmissione, non l'ho più visto e non l'ho più sentito: parla con la bambina e non con me. In questi otto mesi ho pianto, ho vomitato, l'ho cercato.
Ma da adesso voglio ricominciare a vivere».
"SCENDERÒ A 70 CHILI". E come prima cosa, la Rinaldi, da donna dotata di grande dignità e maturità, ha deciso di separarsi: «Il 4 aprile abbiamo la prima udienza di separazione. Io non ho messo divieti affinchè mia figlia veda il padre. Non sono di quelle madri che dicono alle maestre: "Se viene il padre non gliela date". Mi augurerei, anzi, che la maestra mi dicesse che è venuto a prenderla».
E poi, un incoraggiamento a tutte le donne che è una presa di conscienza e una promessa: «Voglio dire a tutte che da sole ce la facciamo sempre a ricominciare. Tra due mesi indosserò il tuo vestito, Barbara. Dimagrirò e perderò i chili di troppo. Da oggi penso a Nadia».
E la D'Urso la prende come una scommessa: «Il 28 aprile sei invitata alla nostra ultima puntata: metterai il mio vestito»
Nadia Rinaldi cambia vita e si dedica a se stessa e alla sua bellezza. Dopo aver reso pubblica la fine del suo matrimonio con Francesco Toraldo nella puntata del 27 gennaio di Domenica Live, l'attrice romana torna ospite della D'Urso per raccontare come sta reagendo al tradimento del marito e alla fine del suo matrimonio.
«Mi chiedo come possa cancellare tutte le cose belle che ci sono state tra noi e come possa cancellare una bambina».
Per tutelare l'affetto che la figlia, Francesca Romana, nutre nei confronti del padre, la Rinaldi ha rivolto una lettera aperta al marito sulle pagine del settimanale Di più, chiedendogli di stare accanto alla bambina.
«Da quando sono stata ospite qui in trasmissione, non l'ho più visto e non l'ho più sentito: parla con la bambina e non con me. In questi otto mesi ho pianto, ho vomitato, l'ho cercato.
Ma da adesso voglio ricominciare a vivere».
"SCENDERÒ A 70 CHILI". E come prima cosa, la Rinaldi, da donna dotata di grande dignità e maturità, ha deciso di separarsi: «Il 4 aprile abbiamo la prima udienza di separazione. Io non ho messo divieti affinchè mia figlia veda il padre. Non sono di quelle madri che dicono alle maestre: "Se viene il padre non gliela date". Mi augurerei, anzi, che la maestra mi dicesse che è venuto a prenderla».
E poi, un incoraggiamento a tutte le donne che è una presa di conscienza e una promessa: «Voglio dire a tutte che da sole ce la facciamo sempre a ricominciare. Tra due mesi indosserò il tuo vestito, Barbara. Dimagrirò e perderò i chili di troppo. Da oggi penso a Nadia».
E la D'Urso la prende come una scommessa: «Il 28 aprile sei invitata alla nostra ultima puntata: metterai il mio vestito»
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KATE ATTACCATA DALLA 'BIG' DELLA BBC: "È SENZA CARATTERE. NON HA OPINIONI"
Ancora nel vortice delle critiche Kate Middleton sul cui conto è stato detto che non esprime mai una sua opinione e in questo ricorda quel 'mondo' dell'800 descritto nei romanzi di Jane Austen in
cui il ruolo delle donne era riconosciuto solo all'interno del
matrimonio. Un altro 'attacco' alla duchessa di Cambridge giunge questa
volta da una delle voci radiofoniche più conosciute della Bbc, Sandi Toksvig, che dice: «Non mi viene in mente una sua singola opinione, in questo fa molto Jane Austen».
Le critiche rivolte da Toksvig alla duchessa di Cambridge seguono quelle di una nota scrittrice, Hilary Mantel, che aveva definito Kate «principessa di plastica» e «priva di personalità», scatenando la reazione di stampa e opinione pubblica.
«La duchessa di Cambridge non ha abbastanza carattere per me - ha detto Toksvig - Eravamo abituati un tempo ad ammirare le donne che basavano la loro vita sul matrimonio e sui figli ma siamo cambiati da allora». Secondo la conduttrice, è invece molto più interessante un personaggio come la cantante Cheryl Cole, «uno dei pochi vip che dicono quello che pensano».
Le critiche rivolte da Toksvig alla duchessa di Cambridge seguono quelle di una nota scrittrice, Hilary Mantel, che aveva definito Kate «principessa di plastica» e «priva di personalità», scatenando la reazione di stampa e opinione pubblica.
«La duchessa di Cambridge non ha abbastanza carattere per me - ha detto Toksvig - Eravamo abituati un tempo ad ammirare le donne che basavano la loro vita sul matrimonio e sui figli ma siamo cambiati da allora». Secondo la conduttrice, è invece molto più interessante un personaggio come la cantante Cheryl Cole, «uno dei pochi vip che dicono quello che pensano».
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STATALI, -10% IN BUSTA PAGA DOPO IL DECRETO CONGELA STIPENDI
Il decreto che prolunga il congelamento delle buste
paga degli statali, è costata molto agli impiegati della pubblica
amministrazione. Come si può ben osservare dall'infografica del Sole 24 Ore, allegata all'articolo in prima pagina di Gianni Trovati, il decreto costa ben il 10% dello stipendio dei lavoratori statali, tra mancati aumento, blocco dell'indennità e vacanze.
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domenica 10 marzo 2013
CARNE DI CAVALLO, NUOVI CASI NELLA PASTA FRESCA: "NEI TORTELLINI E NELLE LASAGNE"
Trovati nuovi prodotti alimentari contenenti carne di cavallo non
dichiarata in etichetta. In particolare la positività alla carne equina è
stata riscontrata in un campione di tortellini alla carne e uno di
tortellini al prosciutto, prelevati dal Nas di Roma, in applicazione del monitoraggio disposto dal ministero della Salute, rispettivamente presso un supermercato e presso la ditta produttrice. Lo ha comunicato l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna di Brescia,
come riferisce una nota del ministero della Salute, precisando che «al
momento, nei 109 campioni finora analizzati non è stata rilevata alcuna
traccia di fenilbutazone».
I tortellini alla carne «Nuova Tort Uovo» da 500 gr., lotto L043 con scadenza 06.05.13, e tortellini al prosciutto «La spiga dei buoni sapori» da 500 gr., lotto052 con scadenza 15.05.2013, risultati positivi alla prova per la ricerca di carni equine, sono stati prodotti dalla ditta Nuova Tort Uovo s.r.l. di Roma, che ha utilizzato materie prime fornite da due ditte presso le quali sono in corso delle verifiche. I relativi accertamenti condotti dal Nas di Roma presso la ditta produttrice - riferisce ancora la nota - hanno portato al sequestro penale di 280 confezioni da 500 gr. di tortellini al prosciutto appartenenti lotto risultato positivo alle suddette analisi; al sequestro cautelativo sanitario, con contestuale prelievo di campioni, di 4.406 confezioni da gr. 500 di prodotti a base di carne bovina (tortellini e ravioli). L'azienda ha avviato le procedure di ritiro dal mercato dei prodotti. Positività per carni equine, non dichiarate in etichetta, sono state trovate anche in un campione di cannelloni e in uno di lasagne prelevati dal Nas di Viterbo, in due supermercati della provincia. I cannelloni alla carne «Delizie di pasta» da 400 gr., lotto 023 con scadenza 08.04.13, risultato positivo alla prova per la ricerca di carni equine, sono stati prodotti dalla ditta Pasta Julia S.p.A. di Spello (Pg) presso la quale sono in corso accertamenti.
Le 'Lasagne alla bolognese' da 600 gr., lotto 12341 con scadenza 07.06.2014, risultati positivi alla prova per la ricerca di carni equine, sono state prodotte dalla ditta La cucina di Bolognà di San Giovanni in Persiceto (Bo) già sottoposta ad accertamenti da parte del Nas di Bologna. L'azienda ha avviato le procedure di ritiro dal mercato del prodotto
LE ANALISI SUI CAMPIONI Il Ministero della Salute comunica inoltre che al momento, nei 109 campioni finora analizzati nell'ambito del piano di monitoraggio, non è stata rilevata alcuna traccia di fenilbutazone (antinfiammatorio utilizzato prevalentemente per la terapia sintomatica delle affezioni muscolari, tendinee e ossee dell'apparato locomotore), un tempo ammesso per l'uso sull'uomo ma attualmente vietato. I medicinali veterinari contenenti questo principio attivo - ricorda il ministero - possono essere somministrati unicamente agli equidi non destinati alla produzione di alimenti. L'eventuale riscontro di residui di fenilbutazone nelle carni destinate al consumo umano è dovuto o a un uso illecito del medicinale (poichè non è stato rispettato il divieto), oppure perchè il cavallo, trattato con il medicinale in questione, era stato inizialmente dichiarato non destinato alla produzione di alimenti, ed è stato invece illecitamente utilizzato per produrli. In ogni caso, il ministero ribadisce che, anche in caso di un futuro rilevamento di fenilbutazone in uno dei prodotti alimentari sequestrati, non saremmo in presenza di un problema di salute pubblica.
Infatti, considerando le dosi utilizzate per il trattamento farmacologico sei cavalli, l'eventuale quantitativo di fenilbutazone presente, per esempio, in una porzione di lasagne o ravioli contenente carne equina non dichiarata corrisponderebbe ad un ordine di grandezza tra le 10mila e le 100mila volte inferiore a quello della dose terapeutica giornaliera un tempo impiegata nell'uomo. Non ci sarebbe, quindi, nessun rischio di salute legato ad una ipotetica assunzione inconsapevole della sostanza. Naturalmente - conclude la nota - resta il grave problema legato al reato di frode commerciale, motivo per il quale le autorità sanitarie e i Nas continuano nell'attuazione rigorosa del piano di monitoraggio.
I tortellini alla carne «Nuova Tort Uovo» da 500 gr., lotto L043 con scadenza 06.05.13, e tortellini al prosciutto «La spiga dei buoni sapori» da 500 gr., lotto052 con scadenza 15.05.2013, risultati positivi alla prova per la ricerca di carni equine, sono stati prodotti dalla ditta Nuova Tort Uovo s.r.l. di Roma, che ha utilizzato materie prime fornite da due ditte presso le quali sono in corso delle verifiche. I relativi accertamenti condotti dal Nas di Roma presso la ditta produttrice - riferisce ancora la nota - hanno portato al sequestro penale di 280 confezioni da 500 gr. di tortellini al prosciutto appartenenti lotto risultato positivo alle suddette analisi; al sequestro cautelativo sanitario, con contestuale prelievo di campioni, di 4.406 confezioni da gr. 500 di prodotti a base di carne bovina (tortellini e ravioli). L'azienda ha avviato le procedure di ritiro dal mercato dei prodotti. Positività per carni equine, non dichiarate in etichetta, sono state trovate anche in un campione di cannelloni e in uno di lasagne prelevati dal Nas di Viterbo, in due supermercati della provincia. I cannelloni alla carne «Delizie di pasta» da 400 gr., lotto 023 con scadenza 08.04.13, risultato positivo alla prova per la ricerca di carni equine, sono stati prodotti dalla ditta Pasta Julia S.p.A. di Spello (Pg) presso la quale sono in corso accertamenti.
Le 'Lasagne alla bolognese' da 600 gr., lotto 12341 con scadenza 07.06.2014, risultati positivi alla prova per la ricerca di carni equine, sono state prodotte dalla ditta La cucina di Bolognà di San Giovanni in Persiceto (Bo) già sottoposta ad accertamenti da parte del Nas di Bologna. L'azienda ha avviato le procedure di ritiro dal mercato del prodotto
LE ANALISI SUI CAMPIONI Il Ministero della Salute comunica inoltre che al momento, nei 109 campioni finora analizzati nell'ambito del piano di monitoraggio, non è stata rilevata alcuna traccia di fenilbutazone (antinfiammatorio utilizzato prevalentemente per la terapia sintomatica delle affezioni muscolari, tendinee e ossee dell'apparato locomotore), un tempo ammesso per l'uso sull'uomo ma attualmente vietato. I medicinali veterinari contenenti questo principio attivo - ricorda il ministero - possono essere somministrati unicamente agli equidi non destinati alla produzione di alimenti. L'eventuale riscontro di residui di fenilbutazone nelle carni destinate al consumo umano è dovuto o a un uso illecito del medicinale (poichè non è stato rispettato il divieto), oppure perchè il cavallo, trattato con il medicinale in questione, era stato inizialmente dichiarato non destinato alla produzione di alimenti, ed è stato invece illecitamente utilizzato per produrli. In ogni caso, il ministero ribadisce che, anche in caso di un futuro rilevamento di fenilbutazone in uno dei prodotti alimentari sequestrati, non saremmo in presenza di un problema di salute pubblica.
Infatti, considerando le dosi utilizzate per il trattamento farmacologico sei cavalli, l'eventuale quantitativo di fenilbutazone presente, per esempio, in una porzione di lasagne o ravioli contenente carne equina non dichiarata corrisponderebbe ad un ordine di grandezza tra le 10mila e le 100mila volte inferiore a quello della dose terapeutica giornaliera un tempo impiegata nell'uomo. Non ci sarebbe, quindi, nessun rischio di salute legato ad una ipotetica assunzione inconsapevole della sostanza. Naturalmente - conclude la nota - resta il grave problema legato al reato di frode commerciale, motivo per il quale le autorità sanitarie e i Nas continuano nell'attuazione rigorosa del piano di monitoraggio.
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PISTORIUS, UN AMICO: "È DISTRUTTO, SULL'ORLO DEL SUICIDIO"
Ancora non trova pace Oscar Pistorius che è «sull'orlo del suicidio»,
secondo un amico intimo dell'atleta accusato dell'omicidio premeditato
della fidanzata Reeva Steenkamp. In un documentario che andrà in onda
sulla Bbc3, Mike Azzie, che Pistorius è solito chiamare «zio Mike»,
descrive l'ex campione come un «uomo distrutto»,
costretto a vendere molti dei suoi beni e i suoi cavalli da corsa per
recuperare il denaro necessario a far fronte alle onerose spese legali.
«Parla sempre di Reeva e ci chiede di pregare per lei e la sua
famiglia», ha raccontato l'amico che descrive Pistorius come un uomo
«che cammina in tondo e non sa dove andare». «È un uomo distrutto, direi
sull'orlo del suicidio, sono molto preoccupato», ha detto lo zio Mike.
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MAROCCHINA UCCISA DAVANTI AI CARABINIERI, ARRESTATI ZIA E NIPOTE
Lite tra vicini finita in tragedia a Reggio Calabria. Una donna di nazionalità marocchina, Nezha Belakhdar di 50 anni, è stata uccisa al culmine di una lite,
la notte scorsa a Reggio Calabria, da due vicini di casa che sono stati
arrestati dai carabinieri, Bruna Navella, 45 anni, e suo nipote Attilio
Oliva (28). L'omicidio è avvenuto quasi in contemporanea all'arrivo dei
militari chiamati da passanti.
Per gli investigatori la donna e il nipote accusavano, ingiustamente, la Belakhdar di aver dato fuoco ad alcuni mobili.
MOBILI INCENDIATI LA CAUSA DELLA LITE Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, fuori dal palazzo in cui vivevano la vittima e i due arrestati, nel quartiere Modena, erano stati lasciati un divano ed un comodino. Nella notte i mobili sono stati incendiati. Bruna Navella ed il nipote hanno visto Nezha Belakndar e l'hanno accusata di essere l'autrice dell'incendio. Accusa, peraltro, che secondo gli investigatori non corrisponde al vero. Ne è nata una lite che ha richiamato l'attenzione di altri vicini che hanno chiamato i vigili del fuoco ed i carabinieri. Mentre i militari giungevano sul posto, sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, Bruna Navella colpiva la vittima con calci e pugni e il nipote prendeva un coltello col quale colpiva tre volte Nezha Belakndar. Sul posto è subito intervenuta un'ambulanza del 118, ma i medici non hanno potuto fare niente. Zia e nipote sono stati quindi arrestati per concorso in omicidio. Sia loro che la vittima erano già noti alle forze dell'ordine.
Per gli investigatori la donna e il nipote accusavano, ingiustamente, la Belakhdar di aver dato fuoco ad alcuni mobili.
MOBILI INCENDIATI LA CAUSA DELLA LITE Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, fuori dal palazzo in cui vivevano la vittima e i due arrestati, nel quartiere Modena, erano stati lasciati un divano ed un comodino. Nella notte i mobili sono stati incendiati. Bruna Navella ed il nipote hanno visto Nezha Belakndar e l'hanno accusata di essere l'autrice dell'incendio. Accusa, peraltro, che secondo gli investigatori non corrisponde al vero. Ne è nata una lite che ha richiamato l'attenzione di altri vicini che hanno chiamato i vigili del fuoco ed i carabinieri. Mentre i militari giungevano sul posto, sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, Bruna Navella colpiva la vittima con calci e pugni e il nipote prendeva un coltello col quale colpiva tre volte Nezha Belakndar. Sul posto è subito intervenuta un'ambulanza del 118, ma i medici non hanno potuto fare niente. Zia e nipote sono stati quindi arrestati per concorso in omicidio. Sia loro che la vittima erano già noti alle forze dell'ordine.
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INCIDENTE IN CORSO VITTORIO: DUE RAGAZZI FERITI, UNO GRAVE
Grave incidente sabato sera, intorno alle 21.40, all'incrocio tra corso Vittorio Emanuele II e corso Massimo D'Azeglio a Torino.
Si sono scontrati un'automobile e uno scooter. Il ragazzo di 20 anni
che guidava il motorino, un Ktm, ha riportato delle gravi lesioni ed è
stato trasportato presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale Cto, dove i
medici si riservano la prognosi. Anche il passeggero dell'auto, una
Volkswagen Golg+f, un ragazzo di 19 anni, ha riportato delle lesioni ed è
stato trasportato per le cure mediche necessarie presso il pronto
soccorso dell'Ospedale Mauriziano. Dai primi accertamenti sembrerebbe
che il motorino stesse percorrendo la carreggiata laterale sud di corso
Vittorio Emanuele II in direzione del fiume Po, mentre l'autovettura
Volswagen Golf stesse percorrendo corso Vittorio Emanuele II in
direzione centro città e, giunta all'incrocio, abbia girato a sinistra.
La polizia è alla ricerca attualmente di testimoni all'accaduto.
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BELLUNO, TIR LA TRAVOLGE MENTRE VA A A SCUOLA: MARTINA MUORE A 13 ANNI
Una ragazzina di soli 13 anni, Martina Bonavera, è morta dopo essere stata investita questa mattina non lontano da casa a Giamosa, alle porte di Belluno.La giovane, studentessa di terza media, stava attraversando la statale del Grappa per raggiungere la fermata dell'autobus che l'avrebbe portata a scuola a Belluno quando è stata travolta
da un furgone diretto verso Feltre. La tragedia si è consumata in uno
dei punti più pericolosi dalla strada, già oggetto di denunce da parte
di cittadini e amministratori. Martina, giocatrice di pallavolo,
frequentava la 3/a F alle medie 'Riccì dove stamattina le lezioni sono
state sospese non appena è arrivata la notizia. «Martina era una ragazza
splendida - ha affermato la preside dell'istituto, Concetta Spadaro -
una studentessa aperta alla vita, collaborativa, socievole; il dolore di
noi insegnanti e della scuola è veramente grande».
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sabato 9 marzo 2013
Gucci arriva a Bucarest
Lo scorso 14 marzo Gucci ha inaugurato il suo primo negozio nella città di Bucarest.
La boutique è situata nell’hotel di lusso Athenee Palace Hilton, con 290 metri di superficie.
Per l’occasione è stata organizzata un’asta di beneficenza a favore dell’Unicef e Frida Giannini, direttore creativo della maison, ha creato 7 borse esclusive che sono state poi vendute per un totale di 27.200 euro.
La boutique è situata nell’hotel di lusso Athenee Palace Hilton, con 290 metri di superficie.
Per l’occasione è stata organizzata un’asta di beneficenza a favore dell’Unicef e Frida Giannini, direttore creativo della maison, ha creato 7 borse esclusive che sono state poi vendute per un totale di 27.200 euro.
PISTORIUS CONTESTA LA LIBERTÀ SU CAUZIONE: "VOGLIO VIAGGIARE"
Torna a far parlare di sè, Oscar Pistorius, il campione di atletica sudafricano accusato di omicidio
premeditato per avere ucciso la sua fidanzata il 14 febbraio scorso, ha
contestato le condizioni per la libertà su cauzione e ha annunciato che
farà appello per potere recuperare il passaporto e viaggiare all'estero. Lo ha reso noto oggi la catena di informazione Enca. Uno dei legali dell'atleta, Kenny Oldwage, non ha nè confermato, nè smentito tale notizia, rispondendo con un «no comment».
La catena tv Enca sostiene che Pistorius desideri tornare a vivere
nella sua casa di Pretoria, luogo dell'omicidio, e che non vuole essere
sottoposto ai test a sorpresa su alcol e droga, come ha deciso il
giudice il 22 febbraio scorso quando gli è stata concessa la libertà su
cauzione. L'allenatore del campione, Peet van Zyl, ha
affermato di non essere al corrente di tali notizie e ha ricordato che
tutte le gare di Pistorius fino a fine maggio sono state annullate.
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FIRENZE, 80ENNE SI UCCIDE SPARANDOSI NEL BOSCO: "ERA OPPRESSO DAI DEBITI"
Si è sparato un colpo di pistola in testa, perchè
oppresso dal senso di vergogna per non poter restituire il denaro ai
suoi debitori, con cui si trovava in compagnia poco prima di suicidarsi,
l'uomo di 80 anni che questa mattina si è ucciso con un colpo di
pistola alla testa in un bosco tra Cerreto Guidi e Larciano, in
provincia di Firenze. In base a una prima ricostruzione degli inquirenti, l'anziano
era in macchina con i suoi senso di vergogna alcuni amici di famiglia, quando
ha chiesto di accostare per un bisogno fisiologico; poi si è nascosto
nella boscaglia e si è sparato con la pistola. Secondo quanto
ricostruito, in passato l'ottantenne aveva ricevuto da un amico di
famiglia del denaro a titolo di investimento nella società cooperativa
di cui faceva parte, ma non era mai stato in grado di restituire i soldi.
Quando, alla morte dell'amico, i suoi parenti si sono fatti avanti
chiedendo all'ottantenne i soldi che spettavano loro a titolo di
eredità, lui ha risposto che li avrebbe restituiti. Così questa mattina
li ha portati in giro in auto per alcuni minuti con la scusa di andare a
ritirare il denaro, poi ha chiesto di accostare e si è suicidato.
PESCARA, DONNA TRAVOLTA SUI BINARI: COMPAGNO ASSISTE IN DIRETTA TELEFONICA
Una distrazione al telefono è stata fatale per una donna che è morta
mentre attraversava i binari parlando al cellulare con il suo compagno.
La donna, Maria Rosaria Lioce, 48 anni di Pescara e
madre di 4 figli, non si è accorta dell'arrivo dell'Intercity 613
Bologna-Pescara. Doveva scendere alla stazione di Giulianova dove il
compagno l'attendeva, ma si è sbagliata ed è scesa ad Alba Adriatica. Lì
è stata investita mentre spiegava l'accaduto al telefono. Il compagno
ha vissuto in diretta la tragedia. E' stato lui a dare l'allarme e
raggiungere in preda al panico lo scalo albense. Sul posto sono giunti
carabinieri, Polfer e personale dei soccorsi del 118. La stazione è
stata chiusa ed il traffico sulla direttrice adriatica fatto confluire
sul senso unico alternato.
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